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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Cronaca Mira

Mira contro le grandi opere, il Consiglio boccia la Mestre-Orte

Si chiede l’individuazione di alternative più sostenibili, economiche ed efficaci e un programma di interventi per la messa in sicurezza della Romea

Mira, ancora una volta, alza la testa contro la Mestre-Orte, e stavolta lo fa con la voce del Consiglio comunale, che ora chiede il ritiro del progetto preliminare approvato dal Cipe lo scorso 8 novembre. Si pretende inoltre l’individuazione di alternative più sostenibili, più economiche e più efficaci (come la deviazione del traffico pesante verso la A13) e un programma di interventi urgenti per la messa in sicurezza della statale Romea. Al sindaco e alla Giunta il Consiglio ha chiesto inoltre l’impegno a valutare anche azioni legali per contrastare la realizzazione del progetto. Il documento, proposto dai gruppi “Mira fuori dal Comune” e “Movimento 5 Stelle”, ha visto il voto dei consiglieri di maggioranza e di Donadel (Mira fuori del Comune) e l’astensione di Roberto Marcato (Noi per Mira). I Gruppi del Pd e di Forza Italia erano usciti in precedenza dal Consiglio dopo che la maggioranza aveva respinto la richiesta di una ulteriore sospensione per apportare alcune modifiche all’odg e consentirne quindi una condivisione più ampia o quanto meno una non contrarietà da parte degli altri gruppi.

IL DIBATTITO - È questo in sintesi il succo del Consiglio comunale straordinario tenutosi mercoledì sera a Mira sull’autostrada Orte-Mestre, a cui hanno partecipato anche i sindaci di Campagna Lupia, Camponogara, Dolo, Mirano, il vice sindaco di Codevigo e funzionari tecnici della Regione e dell’Anas. Molti i cittadini presenti, i comitati e le associazioni. Il dibattito ha fatto emergere il grande timore delle amministrazioni locali per l’impatto devastante che l’autostrada potrebbe avere sul territorio, qualunque sia l’ipotesi di tracciato finale. Per questo è emersa l’ipotesi di innestarla nell’ultimo tratto sull’autostrada A13 e nello stesso di procedere ad una completa messa in sicurezza dell’attuale Romea. Richiesta quest’ultima su cui hanno insistito tutti gli intervenuti e sulla quale l'Anas, che era rappresentato dall’ingegner Ettore de la Grennelais, ha manifestato piena disponibilità sottolineando come nei prossimi anni per la sicurezza in Romea sono previsti investimenti per cinque milioni di euro e tra i lavori rientra anche il sottopasso di via Bastie.

FACCIA A FACCIA - Il dibattito è stato caratterizzato soprattutto dal confronto tra chi, come i sindaci, parte dalla constatazione che il progetto è ormai avviato e a questo punto serve unità e condivisione delle scelte per chiedere e ottenere attenzione sulle esigenze del territorio, e chi punta ancora al ritiro del progetto e a fermare tutta l’opera. “Il progetto o lo gestiamo o lo subiamo”, ha osservato il consigliere Zaccarin, mentre Marcato si è chiesto se a questo punto abbia senso chiedere il ritiro del progetto: “Meglio piuttosto coinvolgere tutte le amministrazioni della Riviera e del Miranese così da realizzare la più efficace unità e sinergia sulle proposte di modifica”. Netto, invece, il rifiuto dell’autostrada da parte delle Associazioni e dei Comitati che sono intervenuti nel dibattito: “Il Cipe non è un totem, e l’autostrada c’è già: è l’autostrada del Sole e l’A13, che hanno la stessa lunghezza di quella che si vuole realizzare adesso” (Fabrizio Destro di Legambiente); “Questa nuova arteria assorbirà ingenti capitali meglio utilizzabili per la sicurezza idrogeologica del nostro territorio e anzi creerà problemi idraulici più gravi” (Luca Lazzaro, Cia Venezia); “Una scelta del Cipe può comunque essere revocata; è già stato fatto addirittura per opere arrivate al progetto esecutivo e qui siamo solo al preliminare di una autostrada che è concettualmente superata, vecchia, non giustificata dalla mole quotidiana del traffico” (Rebecca Rovoletto di Opzione Zero). A supporto di questa scelta il consigliere Donadel ha ricordato il successo della lotta unitaria contro l’elettrodotto Terna.

LA CONCLUSIONE - Con loro si è trovato pienamente d’accordo il sindaco Alvise Maniero: “Il documento presentato al Consiglio parla chiaro – ha detto a conclusione del dibattito - L’opera che si vuole realizzare è devastante per il territorio e lo è ancor di più per l’economia del nostro paese. Si regge infatti sulla truffa del project financing che dà ai privati l’opportunità di un investimento a rischio zero, dal momento che le eventuali passività saranno ripianate con soldi pubblici, cioè degli stessi cittadini che nel frattempo pagheranno anche il pedaggio per circolare sull’autostrada. Quest’opera – ha concluso - è una violenza, e le violenze non si concordano né si gestiscono, si rifiutano”.

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