Covid, contagi a Venezia come in altre province. Ulss 3: «L'azienda ha continuato a lavorare»

Dal Ben: «I dati sui positivi messi in rapporto con il numero degli abitanti mostrano una situazione in linea con altri territori»

Il direttore generale Ulss 3 Giuseppe Dal Ben

«Non so chi ha parlato e perché di un "caso Venezia". I dati sui contagi da Covid 19 ci sono, l'azienda Ulss 3 non ha mai smesso di lavorare dalla prima ondata del virus della primavera scorsa». Per il direttore generale dell'azienda sanitaria, Giuseppe Dal Ben, sono numeri quelli veneziani che rapportati al numero degli abitanti mostrano un quadro in linea con altre province della Regione Veneto. Riportati su un piano cartesiano, i dati che hanno accompagnato la prima fase e, dopo luglio, la seconda dell'epidemia da coronavirus nel Veneziano, hanno grosso modo una forma a conca. Dalla prima impennata dei contagi, tra febbraio e aprile, la curva è andata calando fino a raggiungere i punti più bassi e lì attestarsi per circa due mesi e mezzo. A luglio ha ricominciato a crescere. In provincia di Venezia sono 1166 i casi aggiornati, in Ulss 3 si contano 768 positivi, 80 ricoveri e 5 pazienti in terapia intensiva. Il genere maschile è più coinvolto di quello femminile; nel 45% dei casi si tratta di persone nate nel territorio dell'Ulss 3, mentre quando i coinvolti sono di cittadinanza straniera, la loro origine è bengalese: nel 69% dei casi.

L'abbassamento dell'età

«Stiamo seguendo attualmente 56 focolai in Ulss 3: sono famigliari che alimentano le catene dei contagi a scuola e al lavoro (cluster)», spiega il direttore dell'azienda sanitaria Giuseppe Dal Ben. Rispetto a febbraio, marzo le caratteristiche delle persone contagiate sono profondamente cambiate. La fascia d'età più colpita è qualla tra i 20, 25 e i 37, 40 anni: si è ridotta e ha preso il posto di tutta la coorte anziana colpita dal virus durante la scorsa primavera, nella fase più acuta dei contagi, che ha riempito gli ospedali popolando le terapie intensive e mietendo decessi. In questo momento, pur con un aumento importante dei contagi in tutto il Veneto, questo non sta accadendo. Perchè oltre il 95% delle persone positive al Covid non presenta sintomi, quindi non ricorre alle cure ospedaliere, men che meno alle terapie intensive. Questo forse è legato all'abbassamento dell'età.

Focolai

I focolai, conferma il direttore Dal Ben, sono legati alla socializzazione e generano contagi gran parte famigliari, che poi transitano in situazioni scolastiche o in alcuni contesti professionali. Nel 96% dei casi, a livello regionale, e anche nel 97,98% a livello provinciale, i positivi al Covid non avvertono alcun sintomo. Attualmente abbiamo due focolai ospedalieri a Venezia: al Civile e a Villa Salus. In entrambi i casi il piano sanitario è entrato in funzione con il test dei contatti e gli isolamenti fiduciari. «Nascono da pazienti che sono entrati con tampone negativo, ma in quella fase che ha portato subito dopo alla positività: sono stati circoscritti e sono sotto controllo», dice Dal Ben. Si parla di alcune di decine di persone coinvolte fra pazienti e operatori.

Nelle scuole al momento non è previsto uno screening di massa. Ci sono alunni, operatori e docenti positivi in 36 scuole, i focolai presenti sono 8 e i positivi 88. Ottomila i tamponi e test rapidi effettuati nei contesti scolastici del distretto Ulss3. Una decina di positivi si trova nelle case di riposo come la Fatebenefratelli; alcuni di questi, 4, sono stati ricoverati, mentre gli operatori risultati positivi, circa 10, sono stati isolati. «Se le condizioni dovessero cambiare, abbiamo un piano con tutte le azioni da intraprendere a seconda della gravità del quadro», spiega Dal Ben. Sul fronte dell'adesione dei medici di medicina generale al test rapido anti Covid, ad oggi nel territorio Ulss 3 su 390 hanno risposto positivamente in 31, «una situazione in evoluzione». In Fincantieri a Marghera le positività riguardano i lavoratori di varie ditte d'appalto più alcuni dipendenti diretti. «Continua l'attenzione verso questo sito, dove sono migliaia i test effettuati. Non si può parlare in Fincantieri dell'esistenza di un solo focolaio», spiega il dg.

Vaccini antinfluenzali

Oggi, lunedì 12 ottobre, è partita la campagna di vaccinazione antinfluenzale in Veneto: c'è tempo fino al 31 dicembre per fare il vaccino. La novità è l'inclusione tra le fasce che hanno diritto alla vaccinazione gratuita, dei bambini dai 6 mesi ai 6 anni e l'abbassamento dell'età over dai 65 ai 60 anni. Le dosi di vaccino messe a disposizione dell'Ulss 3 sono aumentate, da poco più di 100 mila a 167 mila, e i medici di famiglia somministrano il vaccino in ambulatorio, normalmente su appuntamento, o in strutture come palestre o ambienti dell'azienda sanitaria. «Abbiamo consegnato la prima tranche dei vaccini, puntiamo quest'anno a raggiungere un'adesione molto più elevata dello scorso anno, dal 75% al 95%, mentre nel 2019 la percentuale è stata del 54,7% - afferma il direttore - La vaccinazione facilita la diagnosi differenziale tra coronavirus e influenza ed è rivolta a tutte le persone a rischio, in caso di malattie cardiovascolari, croniche, neoplasie, per gli operatori dei servizi di pubblica utilità». Sorvegliate speciali le case di riposo. In questo caso è partita la campagna di test rapidi per tutti i visitatori, in tutte le 400 rsa della regione.

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