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Continua l'emergenza sbarchi: "Sono in arrivo altri 250 migranti"

Tavolo tecnico in prefettura martedì mattina per mettere a punto la macchina dell'ospitalità. Critico Zaia. Si punta sulle caserme dismesse

Continuano gli sbarchi sulle coste italiane e la situazione si fa molto tesa tra sindaci e prefetture. Un braccio di ferro destinato ad acuirsi ancora di più dopo la riunione in Prefettura di martedì mattina durante la quale sarebbe stato annunciato l'ulteriore arrivo in Veneto di 250 profughi, dopo che già lunedì pomeriggio a Marghera erano stati smistate 150 persone, di cui 33 sono rimaste nel territorio veneziano. Il tutto mentre gli enti locali denunciano che i posti letto stanno per esaurirsi, chiedendo lo stop ai trasferimenti disposti dal ministero dell'Interno. Per questo motivo Ca' Corner sta sondando il terreno per trovare strutture alternative dove far alloggiare i profughi: "A suo tempo è stata stabilita per il Veneto la quota di 3742 migranti da accogliere - dichiara in una nota la Prefettura -  Al momento risultano accolti 2153 migranti. La strategia finora seguita è stata di rivolgersi agli organismi di volontariato e alle strutture alberghiere per consentire una distribuzione diffusa per numeri medio piccoli sul territorio. Poiché la disponibilità di accoglienza è in via di esaurimento si stanno praticando altre soluzioni con l’utilizzo di edifici posti a disposizione da parte di amministrazioni locali o con l’individuazione di altri edifici pubblici adibiti ad altri scopi, in particolare caserme".

Un tavolo molto caldo, dunque, quello di martedì mattina a Ca' Corner, su cui il presidente del Veneto Luca Zaia è molto critico: "Questi vertici dovrebbero servire a prendere atto di un dato di fatto: l’incessante afflusso di immigrati dal Nordafrica, che una volta approdati vengono scaricati ovunque come pacchi postali, sta mettendo allo stremo le comunità locali e i sindaci che, sempre più numerosi, e di ogni colore politico, dicono ‘no’, non perché sono aridi egoisti come qualcuno vorrebbe farli passare, ma perché sanno che i limite è stato superato", ha commentato.

Il tutto poche ore prima che Ca' Corner ufficializzasse l'imminente arrivo di ulteriori profughi. “E’ una questione di rispetto delle comunità – incalza il presidente – e dei loro sindaci, costretti, con poco preavviso e nessun aiuto, a gestire improvvisi arrivi di decine di persone che non sanno dove ospitare e come gestire. E’ facile fare i buonisti al riparo di comode poltrone d’ufficio lontanissime dal fronte ma è ora, anzi è già tardi, che tutti si rendano conto che il problema non si risolve distribuendo qua e là esseri umani sfruttati dai mercanti di uomini, adesso addirittura i terroristi sanguinari dell’Isis e illusi di trovare un futuro che qui da noi non c’è perché la crisi ha messo in ginocchio anche i veneti, che pure già convivono con oltre 500mila immigrati, molti dei quali a loro volta travolti dalla disoccupazione".

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