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I dipendenti comunali non mollano: "Vergogna, occupazione a oltranza"

Arriva in Consiglio la protesta dei lavoratori: "Restiamo qui finché non arriva una risposta da Roma, venerdì pomeriggio assemblea cittadina"

L'occupazione continua. Perché si è vicini all'ultima spiaggia, perché da Roma mancano ancora le risposte che ci si aspetta in laguna. Per questo i lavoratori comunali hanno deciso di prendere possesso di Ca' Farsetti a oltranza: "Finché non ci ascolteranno", dichiarano praticamente all'unisono i sindacati. Tutti lì, nella sala del Consiglio. A preparare l'assemblea cittadina che venerdì pomeriggio servirà per capire se questa possa diventare non più una "semplice" vertenza sindacale, ma una protesta di popolo. In difesa dei servizi sociali erogati dal Comune e in difesa di quelle grandi o piccole realtà che, senza il "Salva Venezia", potrebbero vedere scorrere i titoli di coda.

L'OCCUPAZIONE CONTINUA ANCHE PER LA SECONDA NOTTE

"E' una soluzione di emergenza - spiega Sergio Chiloiro, segretario della Cgil Funzione Pubblica - mercoledì sera abbiamo ricevuto la visita dei quattro candidati alle Primarie del centrosinistra e di Davide Scano, candidato sindaco del Movimento Cinque Stelle. Serve dare la possibilità a chi arriverà di trovare una situazione gestibile. Sono troppi i lavoratori che stanno rischiando grosso, il bilancio 2015 è a rischio. Il Salva Venezia è una soluzione che almeno risponde all'emergenza, quindi ci auguriamo che il Governo ci ascolti".

TELEFONATE E LETTERE AL GOVERNO RENZI

Una comunione d'intenti che coinvolge tutte le sigle sindacali, dai Cobas al Diccap, fino alla Triplice: "L'atteggiamento dell'amministrazione continua a essere di chiusura - attacca Chiara Scarpa, del Diccap - anche durante il Consiglio comunale di oggi il commissario Zappalorto ha deciso di non dare la parola a un rappresentante dei lavoratori". L'assemblea cittadina, naturalmente, si è svolta in un clima piuttosto caldo, tra urla come "vergogna" o "andatevene". Il commissario ha sottolineato, però, la possibilità di una pioggia di denunce nel caso in cui qualcuno avesse parlato in assemblea. Se si interveniva si sarebbe dovuta lasciare l'occupazione. Si è scelto di non andare allo scontro frontale, continuando invece questa forma di pressione sui politici romani.

ALL'ASSEMBLEA PUBBLICA I CANDIDATI SINDACO

Con le forze dell'ordine a presidiare l'ingresso e le stanze di Ca' Farsetti: "Noi siamo in lotta perché difendiamo il nostro salario, ma anche i servizi pubblici che eroghiamo - spiegano i Lavoratori Autorganizzati - ci sentiamo abbandonati, questo è l'unico modo per far sentire la nostra voce. Chiediamo che tutta la città condivida le nostre problematiche. Andremo avanti a oltranza". Un messaggio che, nei desideri dei manifestanti, deve arrivare fino al Governo, visto che la partita dovrebbe concludersi nei prossimi giorni: "Siamo qui in assemblea permanente da giovedì - dichiara Antonio Vanacore, coordinatore delle Rsu - prima abbiamo chiesto di intervenire in Consiglio come normalmente si fa ma ci hanno detto che se l'avessimo fatto avremmo dovuto mollare l'assemblea permanente, ma noi ci rimaniamo a oltranza". 

L'occupazione è scattata nel pomeriggio di giovedì, dopo il corteo organizzato dalle sigle sindacali a piazzale Roma, grazie al blitz dei Cobas. Nel corso dell'assemblea mattutina di venerdì il commissario Zappalorto, ribadendo il suo impegno nel "pressing" al governo centrale, ha comunque invitato i manifestanti a desistere dall'occupazione di Ca' Farsetti.

I SINDACATI IN TRINCEA

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