Consumatori 24 lancia l’allarme: «Continuano le segnalazioni di assembramenti con mancanza di controlli»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Con la proroga del DPCM, entrata in vigore in data 7 agosto, è stata reintrodotta la restrizione sull’utilizzo della mascherina rendendola nuovamente obbligatoria anche all’aperto nella fascia oraria 18-6, orario durante il quale si verificano i maggiori casi di assembramento giovanile e non, oltre alla chiusura temporanea, fino a diverso ordine, di tutte le discoteche presenti nel territorio nazionale. I suddetti interventi sono motivati dal recente aumento del numero di contagiati in diverse regioni italiane, che hanno diffuso timore per un ritorno del virus, con la conseguente minaccia di un nuovo lockdown, duro colpo per lo stato economico del nostro paese nonché per il fragile equilibrio economico della maggior parte delle famiglie italiane.

C’è da dire però che la suddetta restrizione, seppur utile, se non addirittura indispensabile, tralascia molti aspetti che possono determinare, anch’essi, un pericolo per la salute pubblica. Numerosissime segnalazioni infatti sono giunte presso l’Associazione Consumatori 24 da parte dei cittadini residenti nelle province di Treviso, Verona, Vicenza, Udine, Brescia e Venezia in merito all’assenza di controlli sul rispetto dei protocolli di sicurezza imposti dal precedente DPCM: nella fattispecie si segnalano luoghi in cui si verificano importanti assembramenti senza che siano rispettate le regole sull’utilizzo del gel disinfettante all’entrata di qualsiasi ambiente, l’utilizzo della mascherina nei luoghi chiusi o affollati, oltre che il rispetto della distanza di sicurezza.

Discoteche chiuse dunque, ma cosa dire delle sagre, delle fiere, dei mercati e delle feste private, che invece sono considerati legittimi? Era consuetudine ed obbligo, per accedere a qualsiasi discoteca, richiedere tracciabilità dei contatti degli utenti che desideravano accedervi, in modo da rintracciare rapidamente i clienti in caso di contagio. Avviene lo stesso in una festa privata? Per la natura dell’evento, naturalmente no, facendo venire meno un aspetto fondamentale per il controllo ed il contenimento della diffusione del virus: la rintracciabilità di eventuali asintomatici che dovrebbero, come gli altri, sottoporsi al tampone ed al periodo di quarantena, in quanto inconsapevoli potenziali contagiatori.

Gli ambiti nei quali vengono segnalati i maggiori casi di assembramento con conseguente mancanza di controlli in generale sembrano essere i trasporti pubblici, piazze, spiagge, senza rispetto alcuno della distanza interpersonale minima prevista da legge. L’Associazione e gli associati segnalanti si auspicano che, anziché scaricare esclusivamente sulle già sovraccaricate Forze dell’Ordine, il compito di vigilare sui comportamenti dei cittadini, sia utile a carico dei comuni mettere a disposizione un maggior numero di ausiliari, anche tramite adesione per volontariato, al fine di controllare il rispetto dei protocolli predisposti dal DPCM.

I suddetti controlli ad oggi scarseggiano e non dovrebbero nella maniera più assoluta, vista la serietà della circostanza nonché le numerose evidenze pratiche, anche nell’ambito dei contagi, che qualcosa non sta funzionando. Si auspica inoltre, dal Governo o dalle Regioni, una maggiore omogeneità e logica nelle normative anti-covid per evitare assembramenti di altro tipo, che possono potenzialmente peggiorare la situazione originaria.

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