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Cuccioli sequestrati, è corsa alle adozioni. Eital: "Pene troppo lievi, lo Stato ci aiuti"

Parla Antonio Colonna, fondatore dell'ente: "Servono deterrenti più efficaci, non basta una denuncia". Il blitz domenica, sequestrati a Pianiga 121 animali stipati in un furgone

E' ancora troppo presto per sapere se quei 121 cuccioli salvati in autostrada dalla polizia stradale e dai volontari Eital nella notte tra sabato e domenica potranno essere adottati. Perché il trauma che hanno subito è molto pesante e prima serve assicurarsi delle loro condizioni di salute. Fatto sta che da quando domenica pomeriggio la notizia è uscita, subito sono scattate le richieste da parte di chi vorrebbe portarsi a casa un animaletto. Con l'intenzione di accudirlo con amore e dedizione. Spetta alla Prefettura decidere il da farsi, sulla base degli accertamenti sanitari condotti dai veterinari dell'Ulss 13.

I cuccioli, alcuni di meno di un mese, sono stati portati in una clinica veterinaria di Reggio Emilia. Le operazioni sono coordinate dall'Eital, l'Ente italiano tutela animali e legalità. "In queste vicende tutto viene lasciato sulle spalle dei volontari - dichiara Antonio Colonna, fondatore dell'associazione - i sequestri ormai non li fa più nessuno e così devono occuparsene le associazioni, con i costi che ciò comporta. E' per questo che il contrabbando di cuccioli è così fiorente. Serve un intervento legislativo, serve aggravare le pene per chi viene sorpreso con le mani nel sacco: almeno un documento in cui si dica che le persone sorprese a compiere questo genere di reato non possono più trasportare animali. Pena l'arresto. I due che abbiamo fermato grazie alla polizia stradale sono stati solo denunciati e continueranno a fare quello che hanno sempre fatto. Non è un deterrente sufficiente".

Fondatore e presidentessa dell'Eital possono contare su un database in cui con precisione vengono segnati passaggi o veicoli sospettati di essere parte del contrabbando di animali: "Gli slovacchi bloccati fanno questo tipo di viaggi una volta a settimana - raccontano dall'Eital - partono da una città slovacca, una delle capitali di questo tipo di contrabbando, e poi scaricano dove c'è richiesta. E ce n'è tanta. Dietro c'è anche la criminalità organizzata. Sulle nostre autostrade transitano anche animali esotici. Pantere, tigri. C'è un mercato fiorente dietro. Ma non può essere lasciato tutto sulle spalle dei volontari. Per fortuna che ci sono le forze dell'ordine, che ringraziamo. Ma anche loro se hanno risorse limitate si muovono per priorità. Chiediamo un intervento legislativo che ci possa aiutare".

I due attivisti hanno seguito il furgone dalla frontiera di Trieste fino al territorio di Pianiga, in A4, dove è materialmente intervenuta la polstrada. All'interno del furgone cuccioli di ogni razza, che avevano davanti a sé un viaggio di altre 15 ore. Due cagnolini erano in condizioni più preoccupanti degli altri e sono stati subito trasferiti in una clinica veterinaria di Padova. Sul fronte adozioni per ora è tutto in stallo: per richieste di informazioni all'Eital inviare una mail a ufficio.affidamenti@eital.it. Non appena ci saranno novità saranno comunicate via posta elettronica.

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