Comunali: è rottura delle trattative sul contratto decentrato

Il confronto fra dipendenti e loro rappresentanti sindacali, e l'amministrazione, si è interrotto venerdì sera

Nessun punto d'incontro: è stata rottura delle trattative sindacali per il decentrato dei lavoratori comunali, venerdì sera a Ca' Farsetti. Fra i dipendenti rappresentati dalle sigle sindacali Fp Cgil, Cobas, Csa-Ral, Diccap, Uil Fpl e la Rsu, e l'amministrazione comunale, la distanza è rimasta tale e alla fine ognuno ha ribadito la propria posizione. 

Il fondo contrattuale

«Grave che l’amministrazione abbia impiegato il fondo contrattuale, in questi 6 mesi, in assenza di un accordo contrattuale di distribuzione delle risorse economiche, condizionando nei fatti la trattativa in corso e senza aver aggiornato il contratto decentrato sulla base delle nuove indicazioni del contratto nazionale», affermano Rsu e sindacati. «La discussione sulla parte economica 2019 prosegue da dicembre 2018, e quella sulla parte normativa e progettuale ha registrato fino a ora 74 incontri di trattativa. Gran parte degli incontri erano proprio per aggiornare il decentrato in base al nuovo contratto nazionale - dice l'amministrazione -. Crediamo che l'aggiornamento di un contratto si debba fare in due. È comodo accusare l'amministrazione di agire unilateralmente e allo stesso tempo chiedere che aggiorni il contratto decentrato unilateralmente».

La produttività

«Il mandato dei sindacati era per una produttività media da distribuire a 1.500 euro lordi - dice l'assessore al Personale Paolo Romor -, la proposta da noi formulata è proprio di 1.500 euro. Ma durante la trattativa di venerdì la parte sindacale, come al solito, ha puntato al rilancio, chiedendo di arrivare a 1.600-1.700 indiscriminatamente a tutti», mentre Rsu e organizzazioni «restano ferme sulla proposta di garantire attraverso la performance individuale e organizzativa una produttività media di 1500 euro. La cifra richiesta rispetto ai 1300 euro del 2018 era facilmente raggiungibile - scrivono i sindacati - viste le risorse derivanti dal contratto nazionale che sono pari a 240.000 euro e che verranno invece utilizzate per scelte che non riguardano tutto il personale. Abbiamo ribadito l’esigenza di guardare anche al 2020 in modo da evitare decurtazioni retributive al personale - proseguono - in considerazione del fatto che non avremo più risorse come quelle delle idee vincenti, e pertanto gli eventuali risparmi derivanti dalle quote poste alle performance potranno essere portate all’anno successivo a garanzia di tutti i lavoratori». «La proposta dell’amministrazione è appunto quella di un contratto biennale, con base 1.500 euro nel 2019 e altrettanti nel 2020 - ribadisce il Comune. E per il resto siamo in linea con il 2018, quando tutti hanno firmato la distribuzione economica nella pre-intesa, e gran parte dei progetti».

Progetti specifici

L'amministrazione, secondo i sindacati «intende destinare una quota esorbitante di risorse per i progetti specifici: 1 milione e 200.000 euro (+150.000 euro sul 2018). L’impegno per i progetti che riguarderanno in particolar modo la polizia locale risultano oltremodo ingiustificati a seguito delle numerose assunzioni in quella categoria, e in considerazione di un ulteriore aumento di circa 300.000 euro di indennità che riguarderanno prevalentemente quel settore. Tra l'altro - proseguono Rsu e sigle - il Comune intende garantire la produttività a 1500 euro medi solo a quella parte di personale che aderirà ai progetti specifici, dimostrando come ci sia la volontà di piegare la pubblica amministrazione alle scelte politiche della giunta. La Rsu e le organizzazioni sindacali ritengono inaccettabile che l’amministrazione utilizzi per scelte unilaterali le risorse derivanti dal contratto nazionale e perseveri nell’utilizzare le risorse derivanti dal recupero delle idee vincenti per voci di spesa che nulla c’entrano con la performance del personale. A tutto questo si aggiunge il fatto che il settore della polizia locale ha utilizzato in modo spropositato il lavoro straordinario, andando a consumare, per la prima volta, tutto il fondo del lavoro straordinario con un aumento di spesa di più di 300.000 euro». «È falso - commenta Romor - l’amministrazione ha proposto 1.500 euro medi a chi somma performance collettiva, performance individuale e l’obiettivo dell’ente di arrivare a una carta dei servizi per i cittadini e al miglioramento della qualità dei processi. Proprio come nel 2018, quando tutti hanno siglato la pre-intesa. Non c'è alcuna scelta unilaterale - prosegue l'assessore - già nel 2018 si prevedeva una distribuzione proporzionale delle somme recuperate. Le somme aggiuntive, stanziate dalla giunta (2 milioni e 600.000 euro), coprono abbondantemente le somme per progetti (1.200.000 euro). E finanziano, unitamente alle risorse derivanti dal contratto nazionale, anche la produttività e altri istituti. Quindi: nessun utilizzo unilaterale delle risorse. I progetti specifici coinvolgono polizia locale, personale educativo, la direzione affari strategici, la direzione sport e altre direzioni fondamentali».

Assemblea e personale

«La logica di fondo della giunta rimane quella dei progetti specifici che servono alla propaganda più che ai servizi ai cittadini. Per quanto riguarda il piano normativo l’amministrazione non ha dato nessuna apertura sulla possibilità reale di fruire delle ore di assemblea, in considerazione della particolarità del nostro territorio», sostengono i sindacati, ma l'amministrazione afferma: «è un tema ampiamente discusso. È stata fatta una proposta che consente la massima fruibilità dei diritti dei lavoratori nei limiti stabiliti dalla norma. Un decentrato non può disporre in senso difforme dalla legge e dai contratti nazionali». Per quanto riguarda il fabbisogno di personale, «lascia in sofferenza moltissimi settori e penalizza fortemente i cittadini, oltre al fatto di non essere stato in nessun modo oggetto di confronto, e di prevedere la chiusura, o la possibile riduzione, di servizi, per via delle scelte politiche messe in campo», secondo i sindacati. Mentre per l'amministrazione: «ci sono 266 nuove assunzioni in tutti i settori del Comune di Venezia, molti under 32. Il piano è stato inviato alle organizzazioni sindacali e discusso ampiamente, nonostante il nuovo contratto nazionale non preveda il confronto sul tema».

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La rottura

«Nel ribadire le nostre richieste auspichiamo una revisione delle scelte della giunta, senza le quali non potrà essere evitato un conflitto tra dipendenti e amministrazione», concludono Rsu e Fp Cgil, Cobas, Csa-Ral, Diccap, Uil Fpl. «Siamo sempre aperti alla discussione - ribadisce Romor - venerdì sono state le organizzazioni sindacali e la Rsu ad alzarsi dal tavolo. Ma in assenza di accordo, non si può congelare l’ente e lasciare scoperti i lavoratori».

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