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Contributo per la scuola dei figli? Un terzo della famiglie dice "no"

All'istituto Cordenons di Santa Maria di Sala, che raggruppa ben otto scuole, scoppia il caso: 469 famiglie rinunciano a versare i 30 euro

Il classico contributo volontario di 30 euro per migliorare l’offerta didattica? A Santa Maria di Sala la bellezza di 469 famiglie dice “no”. All’istituto comprensivo Cordenons un terzo delle famiglie degli studenti distribuiti in otto scuole (sei elementari, un asilo e una media) hanno rinunciato a pagare la quota annuale prevista. “I genitori non capiscono che questi sono soldi per il miglioramento dell’offerta formativa” ha spiegato con rammarico la dirigente scolastica. Come riporta Il Gazzettino, la quota di 30 euro è legata appunto al “Mof”, Miglioramento Offerta formativa.

Si tratta di soldi che servono per i laboratori, per l'acquisto di materiale didattico, per la fornitura di carta e per promuovere progetti che vanno oltre il semplice programma didattico ministeriale. All’appello, però, a questo punto mancano circa settemila euro.

La dirigente scolastica ha così scelto di diffondere una circolare in cui spiegava che le famiglie che non hanno pagato la quota sarebbero state comunque invitate durante l’anno all’acquisto di determinato materiale didattico. A quel punto più di un genitore ha immediatamente chiamato la scuola, deciso a pagare il contributo. “Queste non sono tasse, sono contribuiti per dare maggiori opportunità ai figli” ha spiegato la stessa dirigente. Il problema in ogni caso è sempre a monte: il taglio dei finanziamenti statali, che mette le scuole in grande difficoltà.

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