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Avvocati sorpresi con coltelli nelle aule di giustizia, controlli serrati in Corte d'Appello

Il rafforzamento della sicurezza dopo che la vigilanza ha sorpreso i legali con lame di 7 e 12 centimetri. Gli avvocati accedevano alle aule solo mostrando il tesserino

La morsa dei controlli si fa sempre più stringente, dopo che anche due avvocati sono stati trovati in possesso di coltelli, con lame rispettivamente di 7 e 12 centimetri. Come riporta il Gazzettino, per accedere nella sede penale della Corte d'Appello bisogna sottostare ad un'irrigidimento delle procedure di sicurezza, proprio dopo che i due legali sono stati sorpresi in possesso delle lame. Per loro probabilmente scatterà la denuncia per porto abusivo d'arma.

La situazione è delicata, poiché gli avvocati, solitamente, accedevano nella sala semplicemente esibendo il tesserino. Ma dopo le due circostanze specifice, il procuratore generale ha disposto che le misure di sicurezza fossero rafforzate ed estese a tutti. Con buona pace degli avvocati che devono sottostare a lunghe code prima di accedervi.

Nel corso di un incontro tenutosi venerdì alla presenza del presidente dell'Ordine degli avvocati di Venezia, Paolo Maria Chervesani, e della presidente della Camera penale, Annamaria Marin, si è cercato di giungere ad un accordo per ammorbidire la procedura, quantomeno a carico degli avvocati, ma il procuratore generale Antonino Condorelli ha confermato la prosecuzione serrata dei controlli, concedendo solo una fascia oraria "prioritaria" per i legali, dalle 8.45 alle 9.45. Ribadendo il richiamo ai colleghi di evitare comportamenti non conformi alla legge, come ad esempio presentarsi in aula in possesso di oggetti atti ad offendere.

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