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Strutture sanitarie al setaccio del Noe: scattano le sanzioni, ma non sarebbero gravi

Per 3 mesi strutture pubbliche e private sotto la lente d'ingrandimento dei carabinieri tra Venezia, Padova e Rovigo. Nel mirino soprattutto la gestione e lo smaltimento dei rifiuti

Di irregolarità ne sono state ravvisate, ma secondo le stesse forze dell'ordine quest'ultime denoterebbero situazioni non gravi, "spesso di natura prettamente formale". Insomma, la qualità dei servizi erogati ai cittadini non sono state messe in discussione dagli accertamenti che, nel corso dell'ultimo trimestre, sono stati condotti dai carabinieri del Noe, il Nucleo operativo ecologico, di Venezia.

Strutture sanitarie

Nel mirino sono finite alcune strutture sanitarie, sia pubbliche che private. I militari hanno competenza per le province di Venezia, Padova e Rovigo e hanno avuto l'obiettivo soprattutto di verificare la corretta gestione dei rifiuti ospedalieri. Sono state 6 in tutto le realtà prese in esame, cui si aggiungono anche 4 poliambulatori privati e 5 aziende private attive nello smaltimento degli scarti.

Le irregolarità

Le irregolarità accertate hanno riguardato 4 strutture ospedaliere: nel mirino il deposito di rifiuti sanitari in stoccaggio da troppo tempo, oltre i limiti di legge. Due aziende private, invece, sono state multate per l'incompleta tenuta dei registri di carico e scarico dei rifiuti speciali. Si tratterebbe di realtà che operano prevalentemente nel settore. Durante questi 3 mesi i carabinieri hanno preso in considerazione gli aspetti potenzialmente negativi sull'ambiente, in particolare i rifiuti di tipo ospedaliero (categorizzati come "pericolosi"). Al setaccio tutte le fasi, dalla produzione fino al luogo di smaltimento. 

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