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La carne sequestrata

La carne sequestrata

Carne scaduta nelle cucine delle mense scolastiche: sequestrati 60 chili di alimenti

Controlli dei carabinieri e dell'Ulss a Sottomarina. La società prepara pranzi per varie scuole di Chioggia. Multe per oltre 10mila euro. Il sindaco: «Procederemo con tutte le azioni possibili»

Confezioni di alimenti scaduti e privi di etichettatura sono state trovate dai carabinieri della compagnia di Chioggia all'interno del centro cottura di una società (operante a Sottomarina, ma con sede legale a Milano) che si occupa della preparazione dei cibi destinati a molte scuole della città. I controlli sono stati effettuati lunedì scorso con l’ausilio del personale del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss 3.

Carne irregolare

I prodotti scaduti sono stati scoperti nel corso delle ispezioni a frigoriferi e congelatori collocati nei magazzini e nelle cucine: 14 confezioni di sovracosce di pollo da circa 2 chili l'una, 12 confezioni di hamburger di tacchino da 500 grammi, 5 di pizza da 2 chili l'una, 17 vasetti di yogurt da 125 grammi. Le date entro cui gli alimenti dovevano essere consumati variavano tra ottobre e dicembre 2018. Altre irregolarità riguardavano la provenienza di una parte della merce: 4 rotoli di arrosto precotto (6 chili totali) e una confezione di carne rossa cruda da quasi 5 chili erano sprovvisti di etichettatura e di documentazione fiscale/amministrativa sulla loro origine.

Multe

Alla società è toccata una sanzione di 10mila euro per gli alimenti scaduti e un'altra di 1.500 per quelli sprovvisti di tracciabilità. Tutti i generi alimentari, per un peso totale di quasi 60 chili e un valore stimato di circa 700 euro, sono stati  sottoposti a sequestro e smaltiti. Venuta a conoscenza dei fatti, l'assessore all'Istruzione Isabella Penzo ha commentato: «È una cosa gravissima. Ci siamo attivati per chiedere alla ditta, che gestisce da anni il centro cottura, informazioni dettagliate, per prendere i tutti i provvedimenti del caso». Per il sindaco Alessandro Ferro l'episodio «non è giustificabile nemmeno se gli alimenti fossero stati accantonati per lo smaltimento. È della salute dei nostri figli che stiamo parlando. Stiamo già facendo le nostre verifiche e ci riserviamo di procedere con tutte le azioni possibili».

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