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Lavoro nero, scarsa igiene e niente sicurezza: chiusi due bar cinesi

L'attività di due esercizi di Marghera, uno di via Beccaria l'altro di piazza Mercato, è stata sospesa martedì dai Nas e dai carabinieri di Mestre

Dopo i controlli dei carabinieri saracinesca giù e maxi multa. Il copione per due bar gestiti da cinesi a Marghera si è rivelato molto simile l'uno all'altro. Martedì mattina i carabinieri della compagnia di Mestre, dei Nas di Treviso e del Nil di Venezia (Nucleo di ispettorato del lavoro) hanno passato al setaccio alcuni esercizi pubblici della terraferma veneziana.

I problemi principali, come detto, si sono riscontrati nella città giardino. Nel corso delle verifiche, che hanno riguardato la salubrità dei locali, lo stato di conservazione degli alimenti e la funzionalità dei macchinari, oltre che naturalmente l'eventuale utilizzo di lavoratori "in nero", le sanzioni principali sono scattate nei confronti di un bar di via Beccaria e di uno di piazza Mercato. All'interno del primo locale le forze dell'ordine avrebbero riscontrato problemi sia sotto l'aspetto igienico-sanitario, sia per quanto riguarda l'impiego irregolare di manodopera. Un giovane cinese, infatti, era completamente in nero e il personale non aveva ricevuto un'adeguata formazione in materia di sicurezza. Inevitabili non solo una multa da 9mila euro, ma anche l'immediata sospensione dell'attività finchè la situazione non tornerà a norma. Essendoci solo il titolare e il lavoratore irregolare, infatti, la manodopera in nero superava il 33% del totale. Di conseguenza è arrivata la chiusura. I problemi igienici invece riguarderebbero soprattutto la mancata registrazione delle procedure in un apposito registro per il controllo alimentare (come la temperatura dei frigoriferi per esempio).

Guai anche per un secondo bar, situato in piazza Mercato. Stavolta è scattata anche la denuncia per il titolare per la violazione delle norme antincendio. Non solo: pure in questo caso l'attività è stata sospesa per la violazione degli standard minimi in materia igienico-sanitaria (ancora problemi con il registro di autocontrollo). Gli agenti avrebbero riscontrato anche diverse violazioni in fatto di sicurezza sui luoghi di lavoro, oltre che la mancata revisione degli estintori. Naturalmente oltre alla denuncia è arrivata anche una multa da 7mila euro.

In tutti e due gli esercizi, poi, sarebbero stati sottolineati dai militari anche dei problemi "igienico-strutturali": ossia la presenza di muffa sulle pareti della cucina, o di piastrelle alle prese con sporco giudicato eccessivo.

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