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Lavorano in negozio e vivono sul retro, sempre più casi a Jesolo

Controlli continui tra le attività del lido gestite da stranieri, che sempre più spesso si rivelano essere anche il luogo abusivo di residenza di intere famiglie

Ancora controlli nei negozi e nei magazzini di Jesolo, mentre si moltiplicano le segnalazioni di spazi simili utilizzati come abitazioni dai gestori delle attività, in prezzo a qualsiasi norma igienica o di sicurezza. Nel corso della scorsa settimana la polizia locale ha provveduto a controllare tredici negozi accertando in nove casi che i locali adibiti a magazzino, di pochissimi metri quadrati, venivano utilizzati come abitazione civile per la presenza di letti, anche a castello, di cucina, di fornelli anche con bombole a gas, lavatoi, in taluni casi anche in presenza di gravi carenze igienico-sanitarie. Le attività in questione erano gestite prevalentemente da cittadini stranieri di nazionalità bangladese e in qualche caso anche da cinesi, e sorgevano nelle centralissime vie del lido.

I casi accertati, oltre a quello di via Altinate, si riferiscono a via Dei Mille e via Dante Alighieri. Il dato che sorprende è l’alta percentuale dei cosiddetti “retrobottega” utilizzati come abitazione, praticamente i due terzi dei controlli hanno rilevato situazioni non in regola con le disposizioni regolamentari e igienico-sanitarie, che richiederanno, nei limiti del possibile, controlli a tappeto sulla reale situazione esistente di tutti i negozi del lido. Si tratta, nella maggior parte dei casi, dei titolari delle attività commerciali che con i propri famigliari vivono nei locali adibiti a magazzini, ma ciò, oltre a creare problemi di natura igienico-sanitaria, costituisce un reale pericolo anche per la presenza di bombole di gas.

In base a quanto previsto dal regolamento di polizia urbana, che prevede il divieto di utilizzare i locali non destinati ad abitazione, neanche temporaneamente od occasionalmente, e privi della dichiarazione di abitabilità, il locatore, il locatario ed il proprietario sono stati multati con una sanzione di 450 euro, più una diffida a sgomberare entro tre giorni l'immobile dalle persone eccedenti. In caso di inadempienza si procederà allo sgombero coattivo ed al sequestro amministrativo dei locali.

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