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Porto Marghera, urgenti 280 milioni: "I soldi si trovano, come per il Patto per la Campania"

Si è tenuto lunedì pomeriggio il tavolo di confronto sulla situazione di Porto Marghera, che necessita di un intervento del Governo per procedere con marginamenti e bonifiche

Un tavolo per Porto Marghera. È quello andato in scena lunedì a Marghera, organizzato dalla Cisl di Venezia, e al quale hanno preso parte, tra gli altri, l'assessore regionale all'economia, Roberto Marcato, e il primo cittadino lagunare, Luigi Brugnaro. Obiettivo: "portare avanti le istanze del Veneto sul futuro di quest'area industriale oggi più che mao strategica", come ha avuto modo di sottolineare nel suo intervento proprio Marcato.

"Per fare le cose seriamente - ha detto l’assessore veneto - deve esserci una precisa volontà del governo ad intervenire economicamente per quest’area, strategica non solo per il Veneto ma per tutto il Paese. Se la volontà c’è le risorse si trovano, come dimostra il patto per la Campania tanto decantato in questi giorni dal Presidente De Luca. Gli interventi per Porto Marghera potrebbero ad esempio essere opportunamente inseriti in un patto per il Veneto". Secondo Marcato, è urgente "il reperimento di risorse per i  280 milioni necessari per completare i marginamenti: condizione imprescindibile per sistemare l'area e procedere con le bonifiche. Senza risposte dal governo - ha concluso - non è pensabile di poter trovare una soluzione per quest'area, che deve tornare ad essere un traino per la nostra economia, dando anche le tanto attese risposte in termini di occupazione".

A seguito del convegno il presidente Zaia ha inviato una formale richiesta al Governo, ma - si è rivolto poi Marcato ai rappresentanti del governo e del Parlamento presenti - chiedo arrivi al più presto la risposta che il Veneto attende". Anche il sindaco Brugnaro non ha mancato di sottolineare l'importanza di Porto Marghera per la città: “Sono qui per lanciare una proposta: facciamo realmente squadra, istituzioni a tutti i livelli, associazioni di categoria e sindacali su Porto Marghera, su Murano, in Comune e nelle aziende partecipate - ha dichiarato -  Tra le mie priorità c'è infatti sempre stato il rilancio del lavoro. Non solo a Porto Marghera, ma in generale su tutto il territorio comunale, per riuscire a ridurre il peso del turismo sul centro storico e dare nuove e concrete opportunità ai giovani. Il punto non è cosa chiudiamo, ma cosa riusciamo a riaprire. Il mantenimento delle navi da crociera alla Marittima e il porto onshore e offshore vanno in questa direzione. Essenziale, per il primo cittadino, fare squadra, lavorare trasversalmente e a tutti i livelli - locale, regionale e nazionale – per il rilancio delle attività produttive di quello che tutti i relatori del convegno hanno definito un polo cruciale non solo per il Veneto o per l'Italia, ma per l'Europa".

E' intervenuto in videoconferenza anche il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta: "Completamento del Mose, ricollocazione delle navi turistiche, rifinanziamento della Legge speciale - ha esordito - è dalla capacità di Parti Sociali, Amministratori e Governo di fare sistema intorno a questi nodi cruciali che passa il futuro di Porto Marghera. Perché alla base dello sviluppo territoriale dell'intera laguna vi è la necessità di focalizzare interessi ed energie intorno a una serie di obiettivi strategici. In primis, il completamento del Mose, perché giunti a tre quarti dell'opera è doveroso chiuderla nei tempi previsti. Non solo. Va rispettato e attuato l'impegno per la creazione della società chiamata a gestire l'opera perché, al di là dell'operatività, la stessa avrà anche il compito di proseguire le opere di manutenzione destinate al governo sistemico dell'intera laguna. Un governo che si interseca con il tema del porto commerciale e dello sviluppo dell'area di Porto Marghera. Come sottolineato dal ministro Delrio in occasione dell'inaugurazione della darsena, è necessario partire dalle bonifiche dell'area. In tale scenario, si inserisce anche anche il tema della ricollocazione delle navi turistiche che, mia personale opinione, deve considerare Porto Marghera come una delle soluzioni. Si avrebbe, così, l'opportunità di riattivare investimenti determinati per la riqualificazione dell'area. Altre opportunità devono arrivare dalla logistica, dalla possibilità di pensare Porto Marghera come hub per aziende ad alta tecnologia in un piano di Industry 4.0. Esistono le condizioni e le spinte per farlo, lo testimonia la storia del nostro territorio. Ricordo che 100 anni fa - in questo periodo ricorre infatti il centenario dalla fondazione del Porto - mentre a meno di cento chilometri da qui, a Caporetto, si combatteva una guerra sanguinosa, a Porto Marghera un gruppo di imprenditori pensava a come rilanciare quest'area, pensava a dare prospettiva e futuro. Mi convince la tesi di distinguere tra opere di competenza nazionale, per le quali sono determinati i finanziamenti provenienti dal Governo centrale, e quelle a responsabilità locale, sulla cui realizzazione è necessario coinvolgere in maniera attiva finanziatori privati. La riflessione conclusiva voglio dedicarla al tema degli strumenti. Dopo lunghe riflessioni, credo che sia opportuno non spingere per una nuova Legge speciale, poiché mancano le condizioni di eccezionalità che portarono all'approvazione di quella attuale. Al contrario, è necessario valorizzare quella che abbiano, migliorarla, affinarla, ma quella deve essere il veicolo per il finanziamento di Venezia e della laguna. In tal senso, è necessario che si riunisca al più presto il comitatone, non solo perché ne fanno parte tutti i ministeri interessati, ma soprattutto perché è presieduto dal Primo Ministro, la sua convocazione è quindi un'assunzione di responsabilità. A ciò deve affiancarsi la spinta locale, attraverso l'adozione di una posizione comune che metta a sistema le diverse anime del nostro territorio, una posizione che non è blocco e conservazione, ma capacità di unire in un equilibrio difficile innovazione e conservazione".

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