Cordoglio per la morte di Philippe Daverio: «È stato un amico del Veneto e dei veneti»

Si è spento a 70 anni, storico dell'arte, politico e personaggio televisivo. Zaia: «Un gigante della cultura con un modo di esprimersi alla portata di tutti»

Philippe Daverio (foto Ansa_Giorgio Benvenuti)

«Di Philippe Daverio mi resterà impressa la sensazione che ho provato nelle occasioni che ho avuto di incontrarlo personalmente. Un dialogo con lui lasciava sempre l’impressione di aver trovato il modo di leggere un libro in maniera approfondita. Sentirlo parlare sembrava rendesse banale ogni spiegazione in qualsiasi ambito artistico o culturale. Era un gigante della cultura con un modo di esprimersi alla portata di tutti». Così il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia ricorda Philippe Daverio alla notizia della sua scomparsa.

«Amico dei veneti»

«È stato un amico del Veneto e dei veneti. Grazie alle incursioni di Daverio in terra veneta il mondo ha sicuramente scoperto e apprezzato qualcosa di più della nostra regione, non solo di quel grande tesoro che è Venezia ma anche di angoli delle nostre campagne come il Barco della Regina Cornaro, le Ville o il patrimonio di memorie lungo il Piave. A lui un pensiero di gratitudine ed un sentimento di vicinanza ai suoi familiari», conclude il presidente del Veneto.

La collaborazione

«Piango l'amico di una vita che ha dato la sua disponibilità a collaborare a una parte del programma per il riconoscimento di Venezia capitale d'Europa, città Stato», scrive il professor Stefano Zecchi, candidato sindaco del Partito dei Veneti. Daverio si era occupato del capitolo “Cultura” del programma di Zecchi. «La Biennale - aveva scritto - non può e non deve essere un corpo culturale separato dalla città, vetrina espositiva affidata ad altri, indifferenti alle esigenze della cultura cittadina e alla città stessa. Come a Milano c’è un “Fuori Salone del Mobile”, diventato ormai la vera curiosità dell’esposizione internazionale, così per Venezia dovrebbe esserci un “Fuori Biennale” o "Oltre Biennale"» alla cui cura ha dato la sua disponibilità».

Anima del Premio Campiello

La Fondazione Campiello lo ha ricordato così: «Perdiamo uno dei grandi protagonisti della cultura italiana, raffinato storico dell'arte ma soprattutto, come Premio Campiello, perdiamo un grande amico, una persona unica che per quasi 15 anni è stata una delle anime più appassionate della nostra giuria dei letterati. Il Premio Campiello lo ricorda con grande affetto e profonda stima: un uomo vivace, intelligente, sensibile e ironico, con una personalità straordinaria. Di Philippe ricorderemo sempre la sua capacità di arrivare a tutti, di trasferire con ironia il suo grande sapere. Una figura unica della vita culturale italiana che il Campiello ha avuto l’onore di avere “in squadra” per tanti anni. Il cordoglio è profondo. Siamo vicini alla moglie Elena Gregori e alla famiglia tutta».

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Tanti gli esponenti della politica che hanno voluto ricordare Daverio. Tra questi il capolista della Lista Idea Comune, Giorgio Suppiej: «È una grande perdita per tutto il mondo della cultura e particolarmente per quella veneziana e mestrina, non solo perché amava Venezia come una seconda casa ma perché con i nostri ideali e il nostro programma si era trovato subito in sintonia. Era d’accordo con noi sulla necessità della sua salvaguardia fisica e del tessuto umano, sociale ed economico rendendola città a statuto speciale riconosciuta dall'Europa».

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