Oltre 4mila positivi in Veneto: i dati aggiornati | DIRETTA

In provincia di Venezia sono 611, di cui 192 ricoverati nei vari ospedali. Si registrano quattro decessi. Una novità importante è l'ordinanza regionale con nuove restrizioni per tutti

Tende nel piazzale di Villa Salus, Mestre

Un centinaio di positivi in più rispetto a ieri, di cui una decina ricoverati: sono i dati di oggi, venerdì 20 marzo, relativi alla diffusione del coronavirus nella provincia di Venezia. Nel nostro territorio, venerdì sera, abbiamo raggiunto la cifra di 611 tamponi positivi, mentre il totale della regione Veneto, stando al bollettino emesso da Azienda Zero, ha superato quota 4mila (4.237). In provincia di Padova i casi positivi sono 971, a Treviso 768, a Verona 827, a Vicenza 517, a Belluno 197, a Rovigo 62. Infine, 50 hanno il domicilio fuori regione e 151 non sono ancora stati assegnati a un territorio. I soggetti destinati a isolamento domiciliari sono oltre 12mila in tutto il Veneto.

Ecco invece i dati sui ricoveri nella nostra provincia: sono 192, di cui una cinquantina in terapia intensiva. All'Angelo di Mestre ci sono 52 pazienti, all'ospedale Civile di Venezia sono 18, a Villa Salus 10 (ma il dato più aggiornato è di 15), a Mirano 14, a Dolo 54, a Jesolo 44. Si registrano 4 decessi: uno a Mestre, uno a Venezia, uno a Mirano e uno a Jesolo.

Anche oggi pubblichiamo ora per ora, su questa pagina, tutte le notizie relative al virus.

Aggiornamenti live

Ore 19

  • Bollettino regionale aggiornato: 192 ricoverati negli ospedali veneziani, 4 morti. Tra questi c'è un 87enne di Jesolo. Altri due erano anziani, intorno ai 75 anni, un altro più giovane: un 55enne di Zelarino che soffriva già di patologie pregresse. Complessivamente i nuovi ricoveri sono contenuti, mentre cresce parecchio il numero dei positivi, a dimostrazione che il virus si diffonde nel territorio

Ore 18

  • I dati aggiornati relativi al Veneto orientale, c'è un morto (LEGGI)

Ore 16

  • Proseguono i controlli: i carabinieri nelle ultime ore hanno denunciato diverse persone a Venezia (Cannaregio, Castello e Sant'Elena, Giudecca), Favaro, Marghera, Martellago, Mirano, Scorzè, Spinea, San Donà, Cavallino, Dolo. In tutti i casi si trattava di cittadini a spasso senza un valido motivo, in violazione alle norme del decreto anti-coronavirus

Ore 15

  • Tre ventilatori donati all'ospedale di Venezia (LEGGI)

Ore 14

  • La disinfezione delle strade non è così utile, dice la Regione (LEGGI)

Ore 13

  • Nuova ordinanza regionale. Zaia: «Passeggiate e attività motoria solo entro 200 metri da casa. Tutti i negozi chiusi la domenica. Siamo preoccupati» (LEGGI). Per leggere tutti i contenuti dell'ordinanza c'è QUESTO ARTICOLO.
  • Continuano i trasferimenti dall'ospedale dell'Angelo di Mestre a Villa Salus: oggi sono arrivati altri 5 pazienti, portando il totale a 15. Le condizioni dei 10 accolti tra ieri e l'altro ieri sono stabili. «Stiamo ragionando su una riorganizzazione del lavoro - ha detto la direttrice sanitaria Isabella Lante - al fine di alleggerire i carichi di lavoro di medici, infermieri e operatori socio sanitari»

Ore 12

  • Le navi da crociera fuori dai porti nazionali (LEGGI)
  • La città gemellata di Suzhou dona 20mila mascherine al Comune di Venezia (VIDEO)

Ore 10

  • Pubblicato il nuovo bollettino regionale: oltre 4mila positivi
  • Pulizia della casa, le indicazioni dell'Ulss 3 (LEGGI)

CONSIGLI

  • I 50 libri e graphic novel da leggere in quarantena (DETTAGLI)
  • I 100 (e più) film da guardare in quarantena (DETTAGLI)
  • Le serie tv da guardare in quarantena (DETTAGLI)

APPROFONDIMENTI

In generale, il dato a cui fare attenzione è quello dell'importante aumento dei ricoveri avvenuto negli ultimi dieci giorni, un dato che probabilmente continuerà a salire. Sono numeri preoccupanti perché i pazienti ricoverati richiedono cure particolari e prolungate, l'impiego di spazi e strumentazione specialistica, grandi sforzi da parte del personale ospedaliero già sovraccarico di lavoro. La Regione sta lavorando per creare nuovi posti letto, che sono limitati, e soprattutto per acquisire la strumentazione specialistica necessaria, che scarseggia. È necessario, per limitare il più possibile la diffusione del virus e quindi i ricoveri, che tutti rispettino la regola di uscire di casa solo per lo stretto indispensabile, evitando di entrare a contatto con altre persone.

Ospedali in difficoltà

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Con il passare dei giorni è cambiato il rapporto tra il numero dei ricoverati in terapia intensiva e quello dei pazienti in area non critica. Nei primi giorni quasi tutte le persone colpite dal virus erano già gravemente malate per patologie pregresse e per tutte loro è stato necessario ricorrere alla terapia intensiva. In queste ore, invece, si vede "il volto reale" dell'epidemia, con una grande quantità di persone inizialmente sane che vengono infettate e sviluppano sintomi simili a quelli di una grave influenza. Questi pazienti vengono curati nelle aree "non critiche": molti guariscono, grazie alle cure e al naturale decorso della malattia, ma ci vogliono diversi giorni. Altri, invece, possono peggiorare.

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