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Coronavirus, la lettera del sindaco Polo ai suoi concittadini

Una lettera aperta ai propri concittadini, ma che vale per tutti gli abitanti della provincia. È quella scritta dal sindaco di Dolo Alberto Polo, in un momento innegabilmente difficile per il nostro Paese.

Uniti e solidali

«Care concittadine e cari concittadini, in questi giorni stiamo vivendo una situazione delicata e, in un certo senso, surreale. L’epidemia di coronavirus sta profondamente modificando le nostre abitudini, le nostre relazioni sociali, il nostro modo di intendere l’essere cittadini. Negli ultimi giorni abbiamo sentito dichiarazioni spesso contraddittorie tra loro: siamo infatti passati dall’allarmismo più speculativo all’altrettanto speculativo ridimensionamento [...] È in questo momento che un paese deve dimostrare a se stesso di essere una comunità solida, unita e solidale. Viviamo anche noi le contraddizioni di questa situazione: prima fra queste - è sotto gli occhi di tutti - vedere i centri commerciali aperti e i luoghi della cultura, di culto e delle nostre tradizioni purtroppo chiusi. Come ente pubblico siamo chiamati a garantire le misure di sicurezza. Nostro malgrado, di conseguenza, ci troviamo costretti a cancellare, anche per questa settimana, i momenti pubblici che avevamo programmato insieme alle nostre associazioni, e a chiudere la nostra biblioteca.

«C'è bisogno dell'aiuto di tutti»

La nostra è una scelta di responsabilità: nessun ente pubblico, infatti, è in grado di assicurare che in occasioni di questo tipo sia mantenuta la distanza tra le persone prescritta. Cari dolesi, lo abbiamo già fatto con il tornado: lavoriamo insieme, contate sul nostro impegno, sosteniamo la nostra comunità, le nostre attività ricettive, i nostri negozi in un momento tanto difficile».

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