Coronavirus: quali sono i sintomi e come comportarsi in caso di contagio

La raccomandazione delle autorità è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus come febbre e sintomi respiratori, di non accedere direttamente alle strutture di pronto soccorso

Dopo il primo focolaio di coronavirus accertato in Italia si cerca di contenere i contagi. La raccomandazione delle autorità è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di pronto soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.

Coronavirus, i sintomi

Il nuovo coronavirus Sars-CoV-2 è responsabile dell'epidemia di infezione polmonare denominata Covid-19. Come altri coronavirus, si trasmette attraverso le goccioline del respiro della persona infetta. Questo virus può causare sintomi lievi, simil-influenzali, ma anche malattie gravi come la polmonite virale.

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I sintomi del Coronavirus sono di tipo respiratorio: febbre, tosse, raffreddore, mal di gola, affaticamento polmonare.

Il coronavirus può essere trasmesso con la tosse o gli starnuti, oppure tramite contatto diretto personale, oppure toccandosi la bocca, il naso o gli occhi con mani contaminate. Per questo motivo, è importante evitare uno stretto contatto con le persone che hanno febbre, tossiscono o hanno altri sintomi respiratori.

È raccomandabile mantenersi ad una distanza di almeno un metro da persone che tossiscono, starnutiscono o hanno la febbre, e lavarsi frequentemente le mani con sapone o con una soluzione alcolica.

Si consiglia anche di pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol e di usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o si assistono persone malate. Cani e gatti non trasmettono il virus.

Al momento non ci sono terapie specifiche: la malattia si cura come i casi di influenza. Nei casi più gravi ai pazienti viene praticato il supporto meccanico alla respirazione. Sulla base dei dati disponibili, l'Oms ha suggerito una terapia antivirale sperimentale basata su due farmaci: il lopinavir/ritonavir, un antivirale utilizzato per la infezione da HIV e che mostra attività antivirale anche sui coronavirus, ed il remdesivir, un antivirale già utilizzato per la malattia da Virus Ebola.

Coronavirus, nuovi casi di contagio

Una ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute prescrive inoltre la quarantena a casa, "per chi rientra dalla Cina" ma anche per tutte le persone che abbiano avuto un "contatto" con i pazienti certificati positivi al coronavirus che provoca la Covid-19 e la "sorveglianza attiva" per tutte le persone che siano state nelle "aree a rischio" nelle ultime due settimane.

Il provvedimento precisa che "per tutti gli individui che, negli ultimi quattordici giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall'epidemia, l'autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all'adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva". In presenza di condizioni ostative, l'ordinanza prevede "misure alternative di efficacia equivalente".

Inoltre, il provvedimento stabilisce l'obbligo di comunicare al Dipartimento di prevenzione dell'azienda sanitaria territorialmente competente di aver soggiornato nelle aree soggette a casi di coronavirus.

L'Organizzazione mondiale della Sanità ha avvertito che la "finestra" per contenere l'epidemia di coronavirus si sta "restringendo".

"Abbiamo invitato la comunità internazionale ad agire rapidamente - avverte Tedros Adhanom Ghebreyesus da Ginevra - ma non è quello che stiamo vedendo".

Particolarmente grave la situazione in Iran dove il nuovo coronavirus si è diffuso da Qom, nel sud dell'Iran, a numerose altre città tra cui la capitale Teheran.

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«C'è la possibilità che esista in tutte le città nel Paese - ha detto ha detto Minnou Mohraz, membro della Commissione nazionale per le Malattie infettive - Il 'paziente zero' della diffusione del coronavirus in Iran potrebbe essere un lavoratore cinese attivo a Qom e che aveva viaggiato in Cina. E' chiaro che il nuovo coronavirus si è diffuso nel Paese e probabilmente la fonte di questa malattia sono stati lavoratori cinesi impiegati nella città di Qom e che hanno viaggiato in Cina».

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