Coronavirus, martedì vertice con le categorie economiche e le parti sociali

Martedì 25 febbraio alle 11 nella sede della protezione civile a Marghera convocato dal presidente del Veneto Luca Zaia

Presidente Luca Zaia, archivio

Domani martedì 25 febbraio il presidente del Veneto Luca Zaia ha convocato nella sede della protezione civile a Marghera (via Paolucci 34) i rappresentanti delle istituzioni locali e del mondo economico e sociale per una valutazione comune sulle conseguenze economiche e sociali dell’emergenza coronavirus.

Al vertice regionale, che avrà inizio alle ore 11, sono stati invitati i rappresentanti di Anci, Upi, Uncem, Provincia di Belluno e Città Metropolitana di Venezia, i presidenti delle organizzazioni imprenditoriali dell’industria, del commercio, del turismo, dell’artigianato, dell’agricoltura, e del mondo delle professioni, Unioncamere, i rappresentanti del mondo cooperativo, i segretari delle organizzazioni sindacali, i rettori delle università venete, i rappresentanti del mondo bancario, il forum del terzo settore, e il mondo del volontariato, i rappresentanti delle scuole paritarie dell’infanzia e degli enti di formazione professionale.

«È del tutto incomprensibile ed ingiustificabile la disparità di misure adottate per fronteggiare il coronavirus in particolare in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna rispetto alle blande disposizioni adottate per gli istituti penitenziari di quelle stesse Regioni. L'esonero dal servizio per tutti gli operatori penitenziari residenti o comunque dimoranti in alcuni Comuni considerati a rischio e la sospensione delle traduzioni dei detenuti sono peggio dell'aspirina contro il coronavirus». A sostenerlo è il segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Aldo Di Giacomo che aggiunge: «nelle carceri è persino complicato misurarsi la febbre per assenza di termometri laser e non esiste alcun controllo sul personale, sugli avvocati, sui parenti che vanno ai colloqui, sui fornitori e sui volontari. Siamo costretti ad alzare il tono della protesta e a rivolgerci ai prefetti dei capoluoghi e ai presidenti delle Regioni direttamente coinvolte dall'epidemia per istituire un tavolo congiunto per le misure urgenti da assumere nelle carceri».

«Siamo preoccupati per la situazione del coronavirus in Veneto e del susseguirsi delle notizie in merito nel Veneziano e Padovano, ma al tempo stesso fiduciosi che il ministero della Salute, la Regione Veneto e il nostro sistema sanitario siano attrezzati per fronteggiare questo evento. Prima di tutto ci interessa che la salute dei cittadini sia salvaguardate, ma naturalmente siamo anche attenti alla situazione economica e alle ricadute possibili sulle imprese. Stiamo già infatti registrando un netto calo nel settore del commercio, per questo riteniamo positivo la celerità con cui il ministro del Lavoro ha convocato il tavolo con le parti». Necessario per Confesercenti la sospensione dei pagamenti per le attività delle aree colpite e gli indennizzi per le imprese. Confesercenti Veneto resta a disposizione delle istituzioni per contribuire alla gestione della situazione e per comunicare alle imprese eventuali informazioni».

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L’ordinanza regionale sul coronavirus vieta espressamente le manifestazioni pubbliche, ma nulla dispone sulla sospensione dei mercati degli ambulanti. «Sull’argomento – spiega Ilario Sattin, presidente degli ambulanti di Confcommercio Veneto - la Regione deve fare chiarezza. Da questa mattina stiamo assistendo a sindaci che vietano lo svolgimento del mercato e sindaci che lo autorizzano. È una situazione di enorme disagio per gli operatori che deve trovare una risposta: la Regione dia immediatamente un’indicazione precisa evitando di trasferire la responsabilità ai singoli sindaci».
 

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