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Cadavere a Caorle, le risposte dell'autopsia: morto annegato, niente segni di violenza

Il ritrovamento in un canale domenica. Due turisti tedeschi hanno lanciato l'allarme ai carabinieri. Il corpo era in stato di decomposizione, si cerca di intuirne la provenienza

Resta il mistero sul cadavere affiorato dalle acque a Caorle. Morto probabilmente per annegamento, e privo di segni di violenza. Ma le certezze si fermano qui. Il corpo era stato avvistato in canale attorno alle 16, nel giorno di Pasqua. A rinvenirlo, mentre stavano passeggiando lungo via Palangon (da cui prende nome l'omonimo corso d'acqua), due turisti tedeschi, che hanno immediatamente lanciato l'allarme ai carabinieri. Difficile avere conferme, per ora, sull'identità dell'uomo, nonostante l'autopsia d'urgenza eseguita su disposizione del sostituto procuratore di turno della Procura di Pordenone.

Ciò che è certo è che il corpo non presentava ferite ed era in evidente stato di composizione. Con ogni probabilità, come detto, la morte è avvenuta per annegamento. Non è ancora chiaro, tuttavia, da dove arrivi il corpo, dal momento che potrebbe essere stato trasportato dal mare e provenire anche direttamente dalla laguna. La salma, di una persona sui 40 anni, con corporatura normale e carnagione chiara, era stato ripescato dai militari dell'Arma locale, in collaborazione con la Capitaneria di porto.

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