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Atterra al Marco Polo con l'eroina in pancia, fa arrestare i complici

Un 38enne pachistano giovedì è stato scoperto con mezzo chilo di droga nell'intestino. I destinatari sono stati bloccati a piazzale Roma

Atterra all'aeroporto Marco Polo come un viaggiatore qualsiasi. Un bagaglio a mano striminzito e l'apparenza di una persona "normale". In verità in pancia un 38enne pachistano arrivato allo scalo lagunare giovedì verso le 18 a bordo di un aereo proveniente da Madrid aveva 57 ovuli di eroina, per un totale di circa mezzo chilo di stupefacente. Non la prima volta che questi corrieri mettono piede al Marco Polo: recentemente uno di loro, italiano, aveva perso la vita nei bagni proprio per la rottura di un ovulo. Una tragedia che ha dimostrato come questo tipo di traffici sia ancora una delle modalità predilette da chi tiene in mano i fili dello spaccio per far superare le frontiere a carichi di stupefacenti. Fatto sta che stavolta, tramite le "analisi di rischio", la guardia di finanza ha individuato il 38enne come sospetto e ha deciso di approfondire i controlli. Facendo centro.

Il viaggiatore non aveva soldi con sé: in compenso, tramite una radiografia, si è scoperto che in pancia aveva un "tesoro". Accompagnato all'ospedale Dell'Angelo, virtualmente con le spalle al muro, l'ovulatore ha deciso che fosse il caso di collaborare con gli investigatori. Tramite il suo telefono cellulare, sequestrato dalle forze dell'ordine, ha confermato luogo e orario dell'appuntamento con i destinatari della spedizione, i quali invece del corriere verso le 21 di giovedì ad aspettarli si sono trovati i baschi verdi del Goa, il gruppo operativo antidroga della Finanza.

Inevitabili per loro le manette: si tratta di un 27enne e un 28enne pachistani, irregolari sul territorio nazionale e senza documenti, che già avevano pagato una "caparra" in anticipo all'ovulatore per far sì che acconsentisse a viaggiare, con ogni probabilità partendo proprio dal loro paese natale (Madrid era solo una tappa dell'itinerario, non la base di partenza). In tasca a uno degli arrestati sono stati trovati cinquecento euro, evidentemente i soldi pattuiti a consegna avvenuta. La droga non sarebbe stata destinata alla laguna, bensì a un'altra regione italiana.

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