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Soldi nelle mutande e nelle scarpe, dieci milioni di valuta in nero

È il dato registrato dalla guardia di finanza all'aeroporto di Venezia nella prima metà dell'anno. Gli "spalloni" adottano le tecniche più fantasiose

Taschini ricavati nelle mutande, cinture “ripiene”, solette di scarpe con doppiofondo, pacchetti di patatine, biscotti e merendine ri-confezionati con migliaia di euro al proprio interno. Per non parlare delle scuse con le quali tentano di spiegare il possesso dei soldi. Ai corrieri di valuta la fantasia non manca, o perlomeno a quelli fermati nei primi sei mesi dell'anno dalla guardia di finanza e dall'agenzia delle dogane all'aeroporto Marco Polo di Venezia.

L’attività di intelligence e di controllo ha permesso di verbalizzare nel 2015 oltre 750 corrieri di tutto mondo che, in entrata o in uscita dall’Italia, hanno tentato di nascondere al fisco contanti per un importo superiore ai 10 milioni di euro. Rilevante anche la valuta estera, principalmente sterline e dollari americani. I moderni "spalloni" appartengono a varie etnie, ma perlopiù si tratta di cinesi, arabi, cingalesi, pakistani ed anche italiani, così come sono in costante crescita i fermi nei confronti di cittadini russi.

Un vero e proprio boom di tentativi, con l'apice raggiunto proprio nei mesi estivi: recentemente è stata bloccata una cittadina russa con passaporto italiano, che aveva viaggiato da Mosca a Venezia con 106mila euro nascosti. Un altro passeggero russo ha tentato di eludere i controlli trasportando 86mila euro, occultati all'interno di una cintura dei pantaloni.

Rispetto allo stesso periodo del 2014, gli uomini delle fiamme gialle di Tessera e dell’agenzia delle dogane hanno visto incrementare di oltre il 60% il numero di passeggeri sanzionati, e di oltre il 100% l’importo della valuta occultata. In particolare, sono state comminate sanzioni amministrative per più di 320mila euro e sequestrate somme per circa 110mila euro. Dopo i controlli in dogana la palla passa sempre ai colleghi dei reparti territoriali, che si dedicano agli accertamenti sulla posizione fiscale e patrimoniale dei “furbetti”.
 

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