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Arresti per corruzione a Padova, il terremoto arriva fino a Venezia

Ai domiciliari il direttore dell'Ater lagunare Aldo Marcon. Indagati politici e imprenditori euganei per reati contro la pubblica amministrazione

Al termine di un’indagine avviata nel gennaio 2011 durata più di 2 anni lunedì mattina, guardia di finanza e carabinieri di Padova hanno presentato il conto a cinque dipendenti pubblici e a due imprenditori del capoluogo euganeo, arrestati con la pesante accusa, a vario titolo, di "associazione a delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione, tra i quali turbativa di asta, abuso di ufficio e corruzione". Coinvolto nell'indagine anche l'attuale direttore dell'Ater di Venezia Aldo Luciano Marcon, direttore dell'Ater di Venezia ed ex dirigente del'Ater di Padova. Il dirigente è finito agli arresti domiciliari.

Guai anche per altre due persone residenti in laguna: M.B., che abita a Moniego di Noale, è dipendente della Provincia di Padova. Avrebbe lavorato nel settore "patrimonio", occupandosi proprio di gare e appalti. Indagato invece C.F., che risiede in centro storico a Cannaregio ed è amministratore di una ditta con sede a Marghera operante nel settore delle certificazioni di aziende attive negli appalti pubblici.

POLITICI TRA GLI INDAGATI. Sono oltre 100 i finanzieri e militari dell'Arma impiegati nell'esecuzione dei provvedimenti restrittivi della libertà personale emessi dal gip di Padova, nella notifica di ulteriori 22 avvisi di garanzia e nelle 40 perquisizioni a domicili ed uffici a carico dei 30 indagati nell’ambito dell'operazione denominata "Pantano” in cui risultano coinvolti funzionari del Comune, della Provincia, dell’Ater, dell’Esercito e numerosi imprenditori edili. Tra gli indagati risultano anche l'ex deputato Pdl Filippo Ascierto e il sindaco di Villafranca Padovana ex assessore provinciale Luciano Salvò. Agli arresti domiciliari Roberto Lasalvia, tenente colonnello dell'esercito.

APPALTI E CORRUZIONE. Le indagini hanno ricostruito una vasta rete di relazioni, contatti, amicizie e connivenze finalizzate ad aggiudicarsi appalti di ristrutturazione edilizia di scuole e caserme dell’esercito. Passati al setaccio contratti, bandi di gara, appalti ed aggiudicazioni varie degli ultimi 5 anni, banditi dal Comune, dalla Provincia, da V Reparto Infrastrutture dell'Esercito e dall’Ater di Venezia e Padova. Dietro il pagamento di denaro contante, cene, viaggi, ricambi di autovetture e ristrutturazione ad abitazioni private, i dipendenti pubblici avrebbero favorito imprenditori amici nell’aggiudicazione delle gare. L’operazione è tutt’ora in corso al fine di ricostruire pienamente sprechi e illegalità commesse nell’ambito degli appalti edili.

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