Lavoratori Ditec in corteo fino alla Regione: "Il tempo sta scadendo"

Stamattina i lavoratori dell'azienda di Quarto d'Altino hanno raggiunto palazzo Ferro-Fini, dove poi è stato avviato un tavolo per trovare una soluzione per i 90 operai che rischiano il posto

Erano una cinquantina stamattina i lavoratori della Ditec di Quarto D'Altino che si sono trovati a Piazzale Roma per raggiungere in corteo Palazzo Ferro-Fini, sede del Consiglio regionale. Ormai noti da mesi i motivi della loro agitazione: la multinazionale che controlla il sito produttivo specializzato in produzione di cancelli automatici intende delocalizzare in Repubblica Ceca e in Cina, per sostenere costi del lavoro inferiori. Dei 120 dipendenti italiani, rischiano il posto in 90. E naturalmente non ci stanno, anche perché se si parla di Ditec si parla di un'azienda in attivo, situazione rara con questi chiari di luna. "Chiediamo alla Regione il rispetto degli impegni - dichiara un manifestante - visto che ha partecipato a tutti gli incontri. Ora, però, la dirigenza ha confermato la volontà di andare all'estero. Non c'è più tempo".

A seguire è stato convocato un tavolo con i rappresentanti sindacali dell'azienda, il vicepresidente del Consiglio regionale Matteo Toscani, il presidente della commissione Attività produttive Luca Baggio e il vice Roberto Fasoli, i consiglieri Lucio Tiozzo, Bruno Pigozzo del Pd Gennaro Marotta (Idv), Dario Bond (Pdl) e Pietrangelo Pettenò (Fsv).

Come prima tappa la commissione consiliare ha stabilito di affidare agli assessori regionali Isi Coppola ed Elena Donazzan la missione di verificare le condizioni per l'individuazione di un nuovo soggetto imprenditoriale intenzionato a rilevare l'azienda con l'impegno di salvaguardare i livelli occupazionali.
 

Una volta accertata la possibilità di questa alternativa imprenditoriale il Consiglio regionale propone l'apertura di un tavolo attorno al quale far sedere rappresentanti di Assindustria veneziana, dei sindacati, della Regione e della finanziaria "Veneto sviluppo spa" assieme, ovviamente, all'azienda interessata a subentrare.

"La presenza di "Veneto sviluppo spa" - come hanno sottolineato anche i rappresentanti sindacali - è particolarmente importante perché potrà fornire autorevolmente appoggio e riconoscimento istituzionale e giuridico alla nuova impresa che si vorrà porre come soggetto imprenditoriale in grado di rilevare le conoscenze e le specializzazioni dei lavoratori e il mercato, della Ditec, storica azienda attiva da trent'anni nel ramo dei serramenti mobili. Dal canto suo la commissione Attività produttive del Consiglio regionale ha stabilito di accelerare l'esame dei progetti di legge relative che si propongono di contrastare i fenomeni di delocalizzazione per evitare il ripetersi di situazioni come quella della Ditec.

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