Le insegnanti tornano in corteo: "Il Comune assuma e ci metta in condizione di lavorare"

Educatrici di nidi e materne chiedono chiarezza. I sindacati: "Adesione quasi totale allo sciopero". L'assessore Romor: "Mobilità del personale per garantire il servizio"

Tornano gli scioperi e i cortei sul fronte dei servizi educativi del Comune di Venezia. Martedì mattina le insegnanti di nidi e materne si sono concentrate con i rappresentanti dei sindacati davanti alla stazione ferroviaria di Santa Lucia, con cartelli striscioni e slogan. Oltre che fischietti e bandiere. Uno degli striscioni recita "servizi dis-educativi", con sotto tre bambini in lacrime. Un altro "Contro la malaeduchescion del sindaco Brugnaro". Motivo del contendere con Ca' Farsetti la mancata chiarezza sul destino di molti lavoratori precari oltre che l'assenza di assunzioni ritenute necessarie per garantire un servizio di qualità.

Lo sciopero, indetto da Fp Cgil (il cui segretario Daniele Giordano ha annunciato un'adesione al 95%), Cisl Fp, Uil Fpl, Csa Ral, Diccap e Cobas è arrivato dopo un primo tentativo di raffreddamento andato a vuoto in prefettura e alcune assemblee del personale per decidere il da farsi. Fumata nera anche in occasione di un ultimo faccia a faccia a Ca' Farsetti. Lunedì sera l'assessore del Comune, Paolo Romor, ha inviato a media e genitori una lettera in cui spiega i motivi per cui si è giunti a questa fase di stallo. Visti i numeri sul personale che nei prossimi anni cesserà il servizio, i sindacati chiedono un percorso di deprecarizzazione, che per ora non è arrivato.

Secondo Cgil l'adesione allo sciopero è pressoché totale, avendo superato il 95% delle partecipazioni. "Una straordinaria risposta delle educatrici - commenta Daniele Giordano, segretario di Fp Cgil - che hanno rinunciato a parte del loro salario per rendere visibile a tutta la città lo scempio che sta compiendo il sindaco. Una manifestazione colorata e pacifica a cui il Brugnaro risponde attaccandoci. Noi noi non ci fermeremo e nelle prossime settimane continueremo il confronto con i genitori chiedendo alla città di battersi per difendere i diritti dei bambini".

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"La principale criticità, con la quale ci confrontiamo in questi giorni, è quella della carenza di personale supplente - si legge invece nella lettera firmata da Romor - Purtroppo fino al 31 dicembre, la normativa nazionale in tema di patto di stabilità ci vieta di assumere personale supplente. Per poter garantire l'apertura dei servizi abbiamo utilizzato il personale docente dei nidi e delle scuole dell'infanzia, con il sistema delle rotazioni, a copertura dei posti che risultino vuoti per malattie o assenze di vario tipo. Tutto questo nel pieno rispetto della sicurezza e delle normative vigenti. Come in passato, l’organico dei nidi viene calcolato applicando il rapporto numerico educatore/bambino 1 a 6, ovvero il numero di educatori assegnati a un nido viene calcolato dividendo il numero di bambini iscritti per sei. Ad integrazione di quanto previsto dalle norme regionali, il Comune di Venezia aggiunge poi, per ogni nido, un ulteriore educatore/trice 'in sovrannumero', così da poter effettuare degli spostamenti da una struttura all’altra a copertura delle assenze. Da agosto a oggi abbiamo provveduto a coprire tutti i posti vacanti in organico, assumendo ben 52 educatrici/insegnanti a tempo indeterminato, a conferma della nostra scelta di puntare sui servizi rivolti alle famiglie e ai bambini. Il tutto nonostante grandi difficoltà economiche. Nonostante tutti gli sforzi compiuti - conclude - le sigle sindacali hanno proclamato uno sciopero del personale degli asili nido e delle scuole dell’infanzia, indicando, come prima motivazione, gli spostamenti giornalieri. Ma, come detto sopra, solo la mobilità del personale ci ha consentito di garantire la regolare apertura dei nidi e delle scuole dell’infanzia. Diversamente, avremmo solo creato disservizi alle famiglie".

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