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La manifestazione

La manifestazione

Corteo di lavoratori blocca il Ponte della Libertà, lunghe code e disagi

Stamattina i dipendenti dello stabilimento Pilkington di Porto Marghera dalle 7 hanno manifestato per salvare 180 posti. Viabilità nel caos, attese di più di un'ora. Treni assaltati

Viabilità al collasso stamattina tra Mestre e Venezia. Una manifestazione dei lavoratori della Nsg/Pilkington ha bloccato il ponte della Libertà nel versante verso la città lagunare, determinando lunghe code di automobilisti e pendolari. Ripercussioni sul transito dei mezzi pubblici Actv, alle prese con forti ritardi sulla tabella di marcia. Attese anche di un'ora prima di arrivare a destinazione, con il corteo che è iniziato poco dopo le 7.

Piazzale Roma, inevitabilmente, è diventato quasi irraggiungibile. La polizia municipale è al lavoro in forze per tentare di arginare la situazione, diventata sempre più caotica con il passare dei minuti. Le code, infatti, iniziano già nella zona di San Giuliano e di via della Libertà. Molto arduo raggiungere la città lagunare in auto o in pullman. I treni di conseguenza sono stati presi d'assalto. In molti hanno deciso di cambiare "strategia" in corsa, parcheggiando in zona Vega e aspettando il primo convoglio ferroviario disponibile alla stazione di Porto Marghera.

 

Anche allo scalo di Venezia Mestre ci sono state difficoltà, tanto che gli altoparlanti hanno diffuso un messaggio giustificando i ritardi sulla linea per "affluenza straordinaria di viaggiatori causa manifestanti su sede stradale". Altre persone più "temerarie" hanno a loro volta intrapreso la "traversata" del ponte della Libertà a piedi.

 

Verso le 10.30 il serpentone di persone, circa centocinquanta, dopo essersi fermato sulla rampa Cavalcavia vicino a piazzale Roma, ha imboccato il ponte della Libertà in direzione della terraferma. Determinando ulteriori disagi alla viabilità.

I dipendenti dello stabilimento di Porto Marghera protestano per la decisione dei dirigenti dell'azienda, di proprietà della Nsg, multinazionale giapponese, di chiudere il forno a freddo entro gennaio 2013. Stop alla produzione a Porto Marghera. Circa centocinquanta i lavoratori che stamattina alle sette si sono incamminati dal proprio stabilimento in direzione di piazzale Roma, attraversando il ponte a piedi. Tra loro sia gli addetti della Pilkington, sia occupati nell'indotto. In 185 rischiano il posto. Lo slogan principale della manifestazione, riportato sullo striscione in testa al corteo, è: "Vogliamo solo lavorare per dare un futuro alle nostre famiglie".

 

"Abbiamo organizzato questa manifestazione perché tra i lavoratori della Pilkington c'è molta rabbia - afferma Davide Camuccio, segretario della Filctem Cgil di Venezia - è inaccettabile la strategia della Nsg di volere chiudere quasi totalmente il sito di Porto Marghera e di trasferire le produzioni in Germania e in altri Paesi lasciando a casa circa 180 persone e altri addetti dell'indotto. Non ci siamo".

 

LA VERTENZA PILKINGTON

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