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Foto Ivan Frattina

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"Abbandonati", la rabbia della Riviera sabato invaderà la statale

Le famiglie colpite dal tornado dell'8 luglio dalle 14 in località Cesare Musatti marceranno verso Dolo: "Non abbiamo visto ancora un soldo"

E' una sconfitta. Perché a distanza di mesi dal tornado per l'ennesima volta i cittadini sono costretti a scendere in strada per far sentire la propria voce. Nonostante le immagini di ciò che è accaduto durante quel maledetto 8 luglio parlino da sole della ferita che ha subito la Riviera del Brenta. Mercoledì era nebbia fitta tra Dolo, Cazzago di Pianiga e Mira, ma non solo a livello atmosferico. Anzi. Ciò che non si vede all'orizzonte sono soprattutto gli aiuti statali promessi e più volte annunciati. Niente. Dunque l'associazione Famiglie colpite dal Tornado ha deciso di organizzare una manifestazione di protesta sulla statale della Riviera: sabato pomeriggio, a partire dalle 14, i residenti marceranno da località Cesare Musatti in direzione Dolo. Con sé tutta la rabbia per essersi sentiti abbandonati da Roma. 

"Si parlava di settanta milioni di euro di danni - attacca Francesco Gislon, dell'associazione che riunisce le famiglie che hanno subito danni dal tornado -  Di soldi pubblici non se ne sono ancora visti. Ciò che è arrivato sono solo le donazioni dei privati cittadini che verranno distribuite entro l'anno (quelle passate dai comuni)". La rabbia, inevitabile sia così, è tanta. Perché la politica, soprattutto a livello centrale, aveva promesso altro: "Non ci sono state date risposte - continua Gislon - e ancora non abbiamo avuto un centesimo dal Governo. Quello che prevede la legge di stabilità non ci vede d'accordo, perché alla fine si parla solo di mutui a tasso agevolato. Noi vogliamo aiuti". 

Il totale dei danni subiti dopo il ciclone è di 70 milioni di euro. Centinaia le case che hanno subito ripercussioni, per un conto che in fatto di privati ammonta a circa 26 milioni di euro. Entro Natale dovrebbe arrivare una parte di quei 3 milioni che nell'immediatezza erano stati stanziati dalla Regione (ma verranno utilizzati anche per la frana sull'Alamagna vicino a Cortina). Il resto manca ancora. Nonostante quasi tutto sia stato ricostruito.

Le ferite, però, sono ancora ben visibili. "Non capiamo come funziona - conclude Gislon - si preferisce spendere di più dopo queste disgrazie, invece che prevenire e cercare di far funzionare un Paese in maniera civile. Abbiamo chiesto la presenza degli amministratori locali, ma ad ora non abbiamo la conferma che ci saranno. Loro si sono dati molto da fare, ma quello che vediamo è che è mancato un po' di coraggio. Sembra abbiano le mani legate, ma se ti proponi alle elezioni come risolutore dei problemi poi devi farlo. Vogliamo vederci chiaro anche sull'utilizzo delle somme di soliderietà raccolte dai privati. Stiamo raccogliendo documentazione anche su questo".  

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