Corteo contro il moto ondoso, remiere e associazioni in Bacino San Marco

Divieto in canal Grande, Martini: «Sconfitta della democrazia». Sambo: «Inqualificabile l'assenza di sindaco e giunta su un problema di tutta la città». Canottieri: «Pronti a dare il nostro contributo per un vero regolamento speciale per Venezia». Brugnaro: «Bene ha fatto il prefetto»

Un'immagine dle corteo domenica in Bacino San Marco di Elena Riu

«Il canal Grande, che dovrebbe essere il luogo per eccellenza delle barche a remi, è rimasto vietato alle remiere». Corteo contro il moto ondoso trasferito in Bacino San Marco domenica mattina: associazioni, cittadini, comitati e politici hanno sfilato per portare alla ribalta il problema ma, «a niente è valso il tentativo di dialogo con il Comune e la Prefettura» per ottenere il permesso di manifestare in canal Grande, ha fatto sapere il presidente della Municipalità di Venezia Murano Burano Giovanni Andrea Martini. In barca anche Monica Sambo capogruppo in Consiglio del Pd. Inqualificabile che sindaco e giunta non abbiano voluto partecipare né concedere il passaggio in canal Grande dato che il problema riguarda tutta la città», afferma Sambo. Sui social le foto di Venezia non è Disneyland. «Questa è la gestione del canal Grande: sì ai taxi ma no alle barche a remi», tra i commenti. «Grande partecipazione ed entusiasmo da parte di tutti, non sono che i primi passi di un percorso ormai obbligato per la salvaguardia della città, della sua laguna e delle sue tradizioni - afferma Marco Ghinami della Canottieri Querini -. Siamo pronti a dare il nostro contributo alle autorità per instaurare un dialogo costruttivo alla fondazione di un vero regolamento speciale dedicato a Venezia». Anche il Gruppo 25 Aprile in corteo.

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In barca

«È una sconfitta della democrazia in città, ma è anche una grande dimostrazione di debolezza da parte di un’amministrazione che non sa far tesoro delle critiche e del pensiero non allineato», dice Martini. Tanti i veneziani in acqua, 38 le remiere organizzatrici. Decine le imbarcazioni nonostante il freddo. Fischi, striscioni, commenti: «La voga veneta, la vela al terzo e le altre attività nautiche non sono folklore, ma cultura, modo di vivere la città», viene ribadito da alcuni. «Il moto ondoso e i suoi effetti non sono colpa del caso o del vento, ma di scelte precise che devono essere profondamente riviste», sottolinea il mondo politico contro le decisioni dell'Amministrazione. Decine i video e le segnalazioni di veneziani che non hanno mai smesso di puntare il dito contro il problema del traffico acqueo in laguna. «Bene ha fatto il prefetto a non concedere il canal Grande - ha detto il sindaco Brugnaro alla festa di San Sebastiano - sarebbe stato un precedente. Venezia vive sull'acqua e sarebbe rimasta bloccata. Per il moto ondoso è un dato di fatto che questa Amministrazione sia l'unica ad aver fatto qualcosa, ricordo l'Onda Zero in Bacino con la Locale giorno e notte in acqua. È una questione politica, è abbastanza evidente - dice Brugnaro -. La risposta la stiamo dando con le telecamere. Tutti si muovono con vaporetti e mezzi acquei pubblici e privati. Perciò i remi vanno bene per fare sport e per una tradizione che difenderemo sempre: abbiamo investito sulle remiere anche a San Giuliano, continueremo proprio dove alcuni loro amici ci contestano».

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