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Corteo acqueo a Punta della Dogana, sono 47 i "no grandi navi" a giudizio

Inviato l'avviso di chiusura indagini a coloro che il 16 settembre, secondo il pm, attuarono una manifestazione non autorizzata e cercarono di bloccare il transito del canale della Giudecca

Arrivano gli avvisi di chiusura indagini preliminari a 47 partecipanti al corteo acqueo del comitato "No Grandi Navi" del 16 settembre scorso. Il pubblico ministero Antonio Gava ha depositato in Procura gli atti, nei quali si ipotizzano i reati di manifestazione non autorizzata e "impedimento al passaggio delle navi", come riporta La Nuova Venezia. Secondo il pm, infatti, i 47 indagati avrebbero tentato di ostruire il canale della Giudecca, violando anche le disposizioni della questura e "il limite orario delle 19". Tra gli atti contestati anche il lancio di fumogeni e alcune manovre che hanno messo in pericolo l'incolumità delle persone.

Coloro che riceveranno l'avviso di chiusura indagini avranno venti giorni di temper per produrre delle memorie difensive o acconsentire a farsi interrogare sulla vicenda. I manifestanti, invece, fin da subito hanno messo nel mirino il comportamento delle forze dell'ordine. Secondo loro sarebbero stati gli agenti, e le manovre di un elicottero della polizia a bassa quota, a mettere in pericolo il corteo acqueo. Tra i rinviati a giudizio il giornalista Silvio Testa, portavoce dei "No Grandi Navi", l'ambientalista Michele Boato, Luciano Mazzolin, ex assessore provinciale e alcuni esponenti dei centri sociali Morion e Rivolta.

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