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Una manifestazione No Tav per chiedere la liberazione degli attivisti

Una manifestazione No Tav per chiedere la liberazione degli attivisti

"No Tav liberi", sit in alle "Barche" Spuntano scritte minacciose in laguna

Venerdì alle 22.30 striscione in centro a Mestre in vista della manifestazione di Torino del 10 maggio. A Cannaregio offese a polizia e Forza Nuova

L'eco del dibattito sulla costruzione della Tav Torino-Lione continua a infervorare gli animi. Anche in laguna. Soprattutto in laguna. Dove tiene banco anche la linea ad alta velocità tra Trieste e Venezia. Si avvicina infatti la manifestazione indetta dagli attivisti del movimento a Torino il prossimo 10 maggio, quando il corteo in piazza chiederà la liberazione dei quattro giovani in carcere dopo aver cercato di manomettere un compressore nel cantiere della val di Susa.

Il 22 maggio per loro si aprirà il processo. Prima, quindi, intellettuali e gente comune si riuniranno per far sentire la propria voce. Per chiedere, come per sette secessionisti finiti in manette nelle scorse settimane, la libertà per i loro sodàli.

Per questo motivo venerdì sera verso le 22.30 è stato srotolato davanti al centro Le Barche uno striscione con scritto "No Tav liberi". E' stato quindi dato vita a una sorta di sit in pacifico, mentre in centro storico sono comparse, soprattutto nel sestiere Cannaregio, alcune scritte per invitare chi volesse a partecipare alla manifestazione torinese. Al contempo, però, sono comparse anche pesanti offese contro il leader di Forza Nuova Sebastiano Sartori, riportando quindi la città al clima di qualche settimana fa che indusse il questore a vietare la "marcia" del movimento di estrema destra in laguna.

Che il clima non sia certo dei più tranquilli anche alcuni slogan come "polizia al muro" sorti dopo gli scontri con gli attivisti per la casa a Roma. Intanto in questura continuano le indagini sulle bombe artigianali (e dimostrative) piazzate all'interno di una ditta di Torre di Mosto che fornisce macchinari per il cantiere della Val di Susa. Sulla scorta di quei due ordigni artigianali, infatti, altre aziende sono entrate nell'elenco delle "sorvegliate speciali". 

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