Cronaca

La Filt Cgil fa causa ad Avm per la disdetta. I sindacati di base preparano i cortei dell'11 ottobre

Nello sciopero generale nazionale si inserisce la vertenza locale del trasporto pubblico. Filt impugna le decisioni unilaterali aziendali. «Prima di trattare un nuovo accordo integrativo definitivo chiediamo chiarezza sui piani Avm per il servizio e il lavoro»

«Prima di cominciare a trattare per un nuovo accordo integrativo chiediamo che Regione, Comune, Città metropolitana e Governo ci informino sui contributi statali al trasporto pubblico locale, sulle ore moto e i chilometri, sui livelli di servizio e i sub-affidamenti, sul turnover del personale e sul futuro dei servizi per la città e il lavoro». Sono queste le richieste del sindacato Filt Cgil, che ha deciso di aprire una vertenza con procedura di raffreddamento in Prefettura. Nessun cambio di programma, ha fatto sapere il segretario della sigla Valter Novembrini. «Se la società convocherà ai tavoli le Rsu, queste saranno presenti», ma, come aveva detto il 27 settembre scorso, al primo incontro dopo la bocciatura del referendum di agosto, «se i presupposti sono gli stessi e Avm non chiarisce il piano aziendale, la trattativa non può ripartire». Il Gruppo, come segno di apertura e pur avendo fatto sapere di non essere nelle condizioni economiche per farlo, ha deciso di congelare, fino a quando le sarà possibile, la disdetta della parte economica che doveva partire il primo ottobre. Ma la Filt Cgil ha deciso di fargli causa per il recesso unilaterale della parte normativa, quella di gennaio scorso, a seguito della quale ad aprile Avm ha stabilito nuovi turni, soste, riposi e ferie per il personale. Novembrini convocherà le altre sigle sindacali il 12 ottobre per capire se hanno intenzione di procedere unitariamente.

Le sigle di base intanto lanciano cortei e dibattiti in vista dello sciopero nazionale Sgb e Usb dell'11 ottobre, che investirà settori privati e pubblici coma la sanità, la scuola e i trasporti. Alberto Cancian, di Usb Lavoro Privato Venezia, ha organizzato una conferenza stampa per venerdì 8 ottobre alle 12 davanti alla sede di Confindustria Veneto in via Torino, mentre Sgb ha programmato un'assemblea pubblica sul tema: "Venezia: per un trasporto pubblico, il diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali", l'11 ottobre dalle 10.30 alla fondazione Forte Marghera. Saranno presenti i lavoratori dei trasporti, le associazioni, esponenti politici e cittadini, «che hanno sostenuto e condiviso la lotta dei lavoratori di Actv per un trasporto dignitoso e rispettoso delle esigenze della cittadinanza e dei lavoratori». Dalle 9 corteo da piazza Barche alla sede di Confindustria di via Torino, e da lì la manifestazione proseguirà verso Forte Marghera. «Sanità, istruzione e lavoro sono i temi della rivendicazione nazionale - afferma Fabio Carcich di Sgb - Ma l'11 a Venezia il focus sarà improntato sul trasporto pubblico locale. In pandemia i servizi sono stati ridotti e trascurati, per volontà di un sindaco, ex esponente di Confindustria, che ha subaffidato ai privati parte delle corse con mezzi più piccoli, e meno sicuri». Di «riduzione della capienza per utilizzo dei mezzi privati» ha parlato anche Valter Novembrini di Filt Cgil. «Nelle linee 12 e 14 della navigazione i motoscafi Alilaguna hanno presom il posto delle motonavi - ha detto - Non ricordo disagi e code di passeggeri come quelle di Burano o delle Fondamente Nove. Né appelli come quello del sindaco di Cavallino, Roberta Nesto, che ha chiesto ai turisti di utilizzare mezzi privati, ma l'azienda sostiene che non sono stati raggiunti i livelli di servizio del 2019». Veritas comunica che l'11 ottobre, in vista dello sciopero generale nazionale, potrebbero non essere assicurati alcuni servizi, ad esempio la raccolta dei rifiuti, e rimanere chiusi gli uffici al pubblico, compresi i call center, gli Ecocentri e le Ecomobili. Veritas invita la cittadinanza a limitare, per quanto possibile, il conferimento dei rifiuti nel giorno dello sciopero.

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