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Foto Valentino Marchesan, uno dei leader studenteschi (Facebook)

Foto Valentino Marchesan, uno dei leader studenteschi (Facebook)

Centinaia di studenti sfilano per Chioggia per urlare il loro "no" al maxi deposito Gpl

La manifestazione mercoledì si è svolta senza troppi disagi alla viabilità. Nessun problema di ordine pubblico. Tra gli slogan: "A noi non l'hanno chiesto, è per questo che protesto"

Continuano le manifestazioni di protesta a Chioggia contro l'entrata in funzione dell'impianto di stoccaggio di Gpl di Val da Rio. Dopo gli adulti, ora è toccato agli studenti delle scuole superiori sfilare per le strade di Borgo San Giovanni per alzare la voce. Chiedendo di essere ascoltati. Con loro anche alcuni esponenti della giunta pentastellata del Comune, che fin da subito si è detta contraria al deposito. Anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle, Erika Baldin, ha partecipato alla protesta.

Punto di concentramento il palasport di Borgo San Giovanni, per poi marciare fino al Ponte Cavanis. A sorvegliare il corteo, piuttosto nutrito (erano alcune centinaia i ragazzi) c'erano le forze dell'ordine. In ogni caso non si sono registrati problemi di ordine pubblico, tra cartelli e slogan goliardici. In testa al corteo un maxi striscione con scritto "No al deposito Gpl a Chioggia", con a lato il cartello di divieto d'accesso.

Segnale inequivocabile di come la pensa parte della comunità studentesca chioggiotta. Nei giorni scorsi gli studenti avevano anche pubblicato un finto servizio di telegiornale in cui, tra uno sketch e l'altro, si puntava comunque il dito contro la presunta pericolosità dell'impianto: "Dentro la zona rossa ci sono case e lo stadio", hanno dichiarato online. Ad appoggiare la protesta, naturalmente, anche i rappresentanti del comitato No Gpl, secondo cui "il deposito di Val da Rio è stato proposto e realizzato all'insaputa della cittadinanza, che ha ampiamente dimostrato di non volerlo accettare". In attesa che giovedì il Tar si pronunci sul ricorso presentato dalle imprese del Porto: "Un giorno importante, perché per la prima volta il tribunale amministrativo potrà fare chiarezza - dichiara il presidente del comitato Roberto Rossi - in ogni caso noi non molleremo di certo".

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