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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca Mestre Centro / Via Forte Marghera

E' il giorno dei cortei: Forza Nuova e no global insieme a Venezia LIVE

"Marcia" verso la Provincia dei giovani delle superiori. Poi sindacati in piazza. Pericolo scontri no global - Forza Nuova. C'è l'incognita forconi

TUTTI I DETTAGLI SUGLI SCONTRI A QUESTO ARTICOLO

Guerra alle porte di Venezia. Fumogeni, feriti. Come in battaglia. Perché è stata una battaglia. Peggio non poteva andare la giornata dei cortei tra Mestre e Venezia. E' successo tutto pochi minuti prima delle 14. Il corteo dei no global vuole fermare quello di Forza Nuova. Gli attivisti di estrema destra dovranno scendere un'oea più tardi da un treno proveniente da Milano. A bordo manifestanti di tutta la provincia. Treviso, Padova. Saranno circa un centinaio. Ma è prima la battaglia. Scontri duri. Gravi. Tra i centri sociali e le forze dell'ordine. La polizia posiziona un cordone di sicurezza sul ponte di Calatrava. Di lì non si passa.

GUERRA A VENEZIA: DUE POLIZIOTTI FERITI

LA DIRETTA DAI CORTEI NO GLOBAL E FORZA NUOVA

Sono le 13.30. E si respira già una atmosfera cupa. Che anticipa quello che di lì a poco sarebbe avvenuto. Arrivano gli attivisti dei centri sociali. Alcuni giovani, altri meno. Sono diverse decine. Questo sbarramento naturalmente complica i piani. Perché loro vogliono raggiungere il piazzale antistante la stazione di Venezia Santa Lucia. Vogliono fermare i rivali di Forza Nuova. A un certo punto lanciano via le transenne dal cantiere del tram. Prendono anche dei sampietrini. Dei detriti. Pietre. Poi la carica. Gli agenti fanno da cerniera. Resistono. Ma su di loro arriva di tutto. Il vicedirigente delle Volanti viene colpito di rimpalzo da una pietra. Rischia. Se la caverà con quattro punti di sutura. Un altro agente viene colpito da un petardo alla gambe. Cade a terra. Tutto in pochi istanti. Arriva la risposta anche da polizia e carabinieri. Ed è veemente. In questi casi non c'è verità. La si è persa nella nebbia dei lacrimogeni sparati dalla polizia.

Fuggi fuggi generale della gente che suo malgrado si trovava a piazzale Roma durante gli scontri. Tutti gli autobus vengono deviati verso il Tronchetto. E  chi deve raggiungere Venezia deve armarsi di santa pazienza. Intanto le cariche finiscono. In aria c'è l'odore acre dei lacrimogeni. A terra i segni della battaglia. I manifestanti (che accusano le forze dell'ordine di "avere sparato addosso una pioggia di lacrimogeni ad altezza d'uomo. Alcuni di noi hanno ustioni allo stomaco e alla pancia"). Il blocco viene aggirato. I giovani dei centri sociali arrivano dalla parte opposta del Canal Grande. Vengono bloccati da un nuovo cordone di forze dell'ordine. Scaramucce anche lì. Le ennesime.

Poi gli attivisti dei centri sociali hanno deciso di spostarsi in attesa degli eventi in campo Santa Margherita. Promettendo di "tornare a casa tutti insieme". Perché almeno uno di loro è stato portato in questura. In stato di fermo. Potrebbero provare a riprenderselo. Intanto l'attenzione si sposta tutta sulla stazione.

Perché di lì a poco (verso le 15) sarebbero scesi i manifestanti di Forza Nuova. La maggior parte scende dal binario 8. Ma ce ne sono altri che arrivano da un altro treno. Bandiere del partito e tricolore in alto. Si abbracciano non appena sono tutti insieme. Iniziano a cantare l'inno. A sottolineare a gran voce che sono loro "l'orgoglio d'Italia". Le forze dell'ordine convogliano i manifestanti fino all'uscita. Loro marciano piano. Non vogliono dare l'idea di essere lì per non lasciare il segno.

Non appena escono nel piazzale antistante un piccolo gruppo di contestatori viene cinturato dalla polizia. Volano insulti indicibili. C'è odio. Gestacci, tentativi di qualche esagitato di rompere le righe e affrontare i rivali. Poi tutti vengono caricati su un vaporetto Actv alla volta del Tronchetto. Dove ha avuto luogo il presidio che ha portato la guerra a Venezia. La guerra vera.

Corteo degli studenti a Mestre, è il giorno delle proteste

LA DIRETTA DEL CORTEO DEGLI STUDENTI

Caos tra gli studenti anche a Dolo, dove gli studenti delle scuole superiori hanno deciso di scendere in strada per una manifestazione "parallela" a quella mestrina. I ragazzi avevano già protestato nei giorni scorsi contro lo stato in cui versano i loro istituti, ma questa volta il malcontento dei giovani ha avuto vita breve: la manifestazione, infatti, non era autorizzata ed è stata quindi stroncata rapidamente dalle forze dell'ordine, che hanno identificato in caserma i quattro rappresentanti d'istituto.

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