Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca Marghera / Via delle Industrie

Costa Diadema, dall'inaugurazione si arriva al rischio di pignoramento

Il colosso del mare in "ostaggio" dei legali della famiglia Castellano, che pretende il risarcimento per la morte dell'operaio Fincantieri deceduto sul lavoro

La "Costa Diadema"

Nuova, enorme, e già "pignorata": è la sorte toccata alla nuova ammiraglia Costa, la nave “Diadema”, varata appena qualche giorno fa nella sede di Fincantieri in via delle Industrie, a Marghera (il varo pubblico, però, è previsto per il 30 ottobre a Genova). A tentare di mettere sotto sigilli il gigante del mare, come riportano i quotidiani locali, sono stati gli avvocati della famiglia Castellano, che con il loro “ostaggio” chiedevano alla società i soldi del risarcimento per la morte di Vincenzo Castellano, operaio Fincantieri caduto in una condotta, rimasto invalido al 100% e quindi deceduto a sei anni dall'incidente.

LUNGA TRAFILA – La storia del dipendente rimasto tremendamente ferito e poi deceduto a seguito dell'incidente sul lavoro non è nuova a simili episodi. La battaglia legale è iniziata nel 2002, anno della fatalità: il procedimento penale per lesioni gravissime, che si stava concludendo con due milioni di euro di risarcimento per la famiglia Castellano, venne annullato a seguito della morte dell'operaio; quest'anno, a febbraio, il giudice è tornato ad esprimersi contro Fincantieri, condannando la società per omicidio colposo e stabilendo 1,1 milioni di euro di risarcimento. L'azienda, però, non intenderebbe pagare, sostenendo di aver già liquidato i due milioni del precedente processo e di essere tuttalpiù “in credito” di 900mila euro.

NAVI E SIGILLI – Non è la prima volta, quindi, che per convincere la società a cedere il team di avvocati della famiglia Castellano prende di mira le navi: già a febbraio, infatti, lo stesso procedimento era stato tentato con la “Regal Princess” di Carnival, ma il tribunale di Gorizia ha dichiarato illegittimo l’atto, poiché la nave era già stata consegnata all’armatore e di conseguenza non era nella proprietà di Fincantieri, condannando così la famiglia Castellano a risarcire 13mila euro di spese legali. Questa volta quindi gli avvocati hanno “puntato” la nave di Costa, e sono riusciti ad ottenere un deposito cauzionale di un milione e 359.759 euro (il 20 per cento in più di quanto liquidato dal giudice, come prevede la legge), versato da Fincantieri. La sorte del maxi assegno, però, è ancora da definire: sarà il tribunale a stabilire se potrà andare alla famiglia Castellano.

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