Covid negli ospedali Ulss 3, niente tavolo con i sindacati. Fp Cgil procede da sola

Non sono più ripresi gli incontri periodici tra azienda sanitaria e parti sociali. Il sindacato: «Abbiamo il dovere di informare chi è in prima linea»

Idroambulanza, archivio

C'è stato un incontro dell'azienda Ulss 3 con le sigle sindacali del comparto sanitario, a settembre, per fare il punto sul Covid. Un tavolo che per tutto il periodo dell'emergenza, lo scorso inverno, l'azienda sanitaria aveva periodicamente convocato, ma che al momento Ulss 3 non ha ripreso a riunire. «Scegliamo di fare il punto della situazione attraverso le segnalazioni dei reparti - scrive la sigla - Abbiamo il dovere di informare chi è in prima linea».

I contagi

Contagi Covid in ascesa, come i ricoveri in tutti gli ospedali veneziani, 74 finora con 8 pazienti nelle terapie intensive nei nosocomi di Mestre, Venezia e Dolo. Tra le altre strutture: Noale, il Fatebenefratelli e Villa Salus. Il sindacato punta il dito contro il mancato potenziamento degli organici nei reparti dove sono presenti i pazienti contagiati. «Ci segnalano una situazione insostenibile - scrive Fp Cgil - Spostamenti e sospensioni delle ferie del personale per tenere in piedi i servizi». Al padiglione Jona del Civile, scrive Fp Cgil, «al quinto piano ci sono 19 posti letto per i contagiati da Covid di cui si occupano infermieri e operatori della geriatria e del pronto soccorso. Sono molti i contagiati in questo ospedale: sono almeno 20 fra medici, infermieri e operatori sanitari (oss)».

I percorsi differenziati

Per la sigla non ci sarebbero percorsi differenziati neppure nei corridoi e sugli ascensori che vengono utilizzati per accompagnare i pazienti positivi a fare i raggi. «Non c'è una sala Covid, pertanto stanno nella stessa sala al pronto soccorso traumatologico. La sanificazione è spesso difficile da eseguire, visti i tempi lunghi della procedura e il carico di lavoro per la sala diagnostica». A Mestre continua il sindacato, «ci sono i ricoverati dei cluster degli appalti di Fincantieri. Qualcuno è grave. Ma non è avvenuto nessun rinforzo di personale, né medico né infermieristico e ci sono difficoltà di comunicazione. Vari gli operatori (medici, infermieri ed oss) anche qui contagiati, in vari servizi dell’ospedale dell’Angelo, compreso il pronto soccorso». L'azienda Ulss 3, restando nella posizione iniziale, ritiene sia stato fatto «quanto era dovuto e garantisce ogni azione a tutela dei dipendenti e dei degenti, secondo i protocolli e le linee guida. Inoltre ribadisce che è suo compito monitorare e controllare tutti i casi che si verificano in ambiente sanitario, dove interviene con tempestività. Dal punto di vista del sostegno psicologico, Ulss 3 non ha tralasciato di essere presente con dei servizi che sono stati appositamente attivati».

Smart working

Sul versante del potenziamento del lavoro a distanza negli uffici pubblici, in applicazione delle disposizioni del Dpcm, è intervenuto il consigliere del Pd Giuseppe Saccà. «È fondamentale incentivarlo e applicarlo, dove possibile, nella pubblica amministrazione. Lo scorso marzo, all’inizio della pandemia, il Comune non ha risposto in maniera tempestiva. Oggi non possiamo permetterci ulteriori ritardi e con una macchina più rodata sul tema, chiediamo che venga predisposto per ogni settore un piano preciso per permettere che i servizi ai cittadini siano erogati con continuità e che allo stesso tempo si possa ridurre la pressione sul trasporto pubblico».

Servi sanitari e quarantene

Per quanto riguarda i controlli Codiv Saccà afferma che, «alcuni cittadini veneziani di origine straniera stanno incontrando difficoltà per accedere al tampone. Ciò è dovuto sostanzialmente a barriere linguistiche e alla carenza di documentazione, come il possesso o meno della tessera sanitaria. Per impedire il diffondersi del contagio è fondamentale uno sforzo articolato da parte di tutte le istituzioni che agevoli la fruizione dei servizi sanitari. È dimostrato - conclude - che uno dei momenti di trasmissione del virus avviene negli ambienti domestici e familiari. Il nostro territorio ha un’offerta di posti letto in strutture ricettive varie e ben distribuite in tutta la città, quindi riteniamo sia urgente che il Comune stipuli delle convenzioni al fine di garantire un numero sufficiente di alloggi che permettano di trascorrere periodi di quarantena in piena sicurezza. Da parte del gruppo consiliare del Partito Democratico, massima disponibilità alla collaborazione».

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