Cracking, la Regione ottiene garanzie da Versalis. Chimici Cgil scettici

L'incontro dell'assessore Marcato con i vertici Eni: «Ci hanno fornito i dettagli dei piani su Marghera». Colletti: «È ridimensionamento non investimento», ma con l'ambientalista Bettin riparte il dialogo

Porto Marghera

L'incontro della Regione con Versalis di oggi, 30 settembre, non è l'unico del giorno sul cracking dell'area industriale veneziana. C'è infatti un altro Cracking, che è il titolo del libro del presidente della Municipalità di Marghera, Gianfranco Bettin, su cui lui e l'ex segretario Filctem Cgil Venezia, Riccardo Colletti, si sono confrontati, in serata. L'assessore regionale allo Sviluppo economico, Roberto Marcato, ha ottenuto l'impegno di Eni Versalis per nuovi investimenti: «50 milioni di euro nei prossimi due anni, la fermata dell’impianto nel 2021 con un upgrading completo, per un valore di circa 168 milioni di euro nell’arco del piano quadriennale. L’azienda ha confermato la volontà di rimanere a Porto Marghera e ha presentato progetti precisi». Con Marcato Paolo Campaci, della direzione Tutela ambientale e opere di bonifica a Marghera, Loris Tomiato, direttore del dipartimento Arpav di Venezia e funzionari dei vigili del fuoco. Sull'altro tavolo si sono invece fatti passi avanti per «ricucire lo strappo fra industria e ambiente», cosa possibile secondo Bettin, dopo anni di contrapposizioni fra lui e i chimici Cgil, «perché oggi si può parlare di un'industria nuova, rispettosa dell'ambiente e della salute - dice -. Presupposto che all'epoca mancava».

Investimenti e anomalie

Un avanzamento che Colletti non vede. «Di investimenti garantiti da Eni ne abbiamo sentito parlare altre volte. Sembra si tratti ora di un ridimensionamento, o efficientamento, camuffato da investimento. Le risorse di Eni bastano appena per fare la manutenzione al cracking - dice -. Nel 2014 la firma al Mise (ministero dello Sviluppo), non nostra - ricorda - doveva aprire la strada alla chimica verde e alla riconversione della chimica di base. Il tutto smentito dall'annuncio, poco più tardi, della vendita del cracking. Poi, a fronte di una importante commessa europea e del calo del prezzo del greggio, Eni è tornata ancora sui suoi passi. Mai con l'idea di un investimento serio nella produzione. La ricerca qui non c'è. Il cracking veneziano, e altri impianti come quello a Brindisi, continuano a produrre nonostante anomalie e malfunzionamenti. Viene investito il minimo indispensabile che gli permette di andare avanti. Ci sono prospettive? Quali? Sindyal (Eni) chiarisca se sta avviando trattative per la vendita privata dei terreni, nonostante l'area di crisi complessa a Porto Marghera». 

Il racconto dell'industria

Come si fa allora l'industria buona di cui parla Bettin? «Speriamo Eni mantenga le promesse - dice Bettin - e lavori a progetti compatibili. Ho scritto infatti la storia di un operaio che è attento alle ragioni dell'ambiente. E ormai anche con Colletti da diversi anni lavoriamo d'intesa». «Scrivono libri e girano film facendo quello che per anni abbiamo tentato di fare - dice Colletti - : ridare dignità all'industria nel suo territorio. Il fatto che l'interesse sia vivo attorno a Porto Marghera testimonia che fa ancora parte di quella cultura cittadina cresciuta assieme alle vicende dell'industria veneziana».

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