Betty Pierazzo sulla Luna, intitolato un cratere alla ricercatrice noalese

La notizia è apparsa sul sito del Planetary Science Institute, in cui lavorò fino alla sua morte: l'omaggio è stato deciso dalla International Astronomical Union

Dopo la scuola, la Luna. È dei giorni scorsi l'intitolazione di uno dei crateri del satellite terrestre ad una noalese tra le più conosciute e apprezzate all'estero, Elisabetta "Betty" Pierazzo: ricercatrice universitaria in Arizona e luminare della bioastrologia, scomparve prematuramente nel maggio 2011. Nel novembre dell'anno scorso l'istituto comprensivo di Noale prese il suo nome, per rendere omaggio a una cittadina che si è imposta nel mondo come esempio di dedizione e impegno per i ragazzi.

Esperta tra l'altro nella formazione dei crateri da impatto e negli effetti astrobiologici e ambientali degli impatti sulla Terra e su Marte, ora Betty viene insignita di quest'altra grande onorificenza direttamente dalla International Astronomical Union (IAU). "Siamo molto contenti che Betty sia stata onorata con l'intitolazione di un cratere lunare - ha commentato Mark Sykes, direttore del Planetary Science Institute, nel quale la ricercatrice ha lavorato come 'senior scientist' fino a poco prima della morte - È un degno riconoscimento in memoria delle sue ricerche". Si tratta di un cratere del diametro di 9 chilometri situato nella faccia nascosta della Luna, che a causa delle sue caratteristiche costituisce una importante fonte di informazioni per le teorie sugli effetti degli impatti sui corpi celesti. Scelta tutt'altro che casuale, visto che tra tra gli studi di Betty c'erano alcune dettagliate intuizioni sull'impatto di 'Chicxulub', il cratere creato milioni di anni fa dall'asteroide che potrebbe aver causato l’estinzione dei dinosauri.

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L'utilizzo del nome "Pierazzo" era stato approvato nei mesi scorsi dalla IAU, mentre il cratere era stato descritto in una recente ricerca presentata tra le lettere di ricerca geofisica dalla scienziata Veronica Bray dell'università dell'Arizona. Il sito del Planetary Science Institute ricorda Betty come una donna appassionata di insegnamento, educazione e divulgazione della scienza, impegnata per favorire l'apprendimento delle materie scientifiche nelle scuole: nel 2014 il "Pierazzo International Student Travel Award" fu istituito proprio per incoraggiare gli studenti ad attivare relazioni di studio delle scienze planetarie tra diversi Paesi. Betty arrivò oltreoceano nel 1989 e si specializzò nel dipartimento di scienze planetarie dell'università dell'Arizona. Premiata diverse volte per gli studi compiuti, passò come ricercatore nell'istituto di scienze planetarie nel 2002 e da allora fece parte della comunità scientifica planetaria, oltre che dei comitati della NASA.

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