Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Incontro in prefettura sul Mose, Ance: «Soddisfatti. Assunto l’impegno di garantire liquidità»

Il presidente delle imprese Salmistrari: «Finalmente abbiamo sentito la voce del governo». Al vertice tutte le istituzioni: il sindaco Brugnaro, il ministro Brunetta, il commissario al Mose Elisabetta Spitz, il provveditore Cinzia Zincone, il commissario del Cvn Massimo Miani e il prefetto Zappalorto

Test del Mose del marzo 2020

Le imprese del Mose escono soddisfatte dall'incontro in prefettura. È il presidente di Ance Venezia Giovanni Salmistrari a rilasciare a caldo la prima dichiarazione in merito: «Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta (oggi a Venezia ndr) ha specificato di intervenire in rappresentanza del presidente del Consiglio. Così, finalmente, abbiamo sentito la voce del governo e per questo lo ringraziamo. Siamo soddisfatti perché l’impegno assunto è di permettere alle imprese di continuare a lavorare, con la necessaria garanzia di liquidità. Solo in questo modo, d’altra parte, possiamo sperare di vedere ultimata l’opera di salvaguardia di Venezia dalle acque alte». 

Il sindaco Brugnaro e il ministro Brunetta hanno incontrato il commissario al Mose, Elisabetta Spitz, il provveditore alle opere pubbliche, Cinzia Zincone, il commissario del Consorzio Venezia Nuova, Massimo Miani, il prefetto Vittorio Zappalorto, e i rappresentanti delle aziende operanti nel sistema delle barriere mobili, per affrontare la delicata questione del Consorzio in merito all'aggravamento delle criticità finanziarie e le conseguenti ripercussioni sul tessuto sociale ed economico veneziano. Il tavolo di confronto ha consentito di definire la situazione e, soprattutto, di evidenziare possibili soluzioni a breve termine. Completamento e funzionamento del Mose sono i due obiettivi. «Avere l'attenzione del ministro Brunetta, del sindaco Brugnaro, del prefetto Zappalorto non è poco, non solo per la carica che rivestono ma per la partecipazione vera, profonda e attiva che hanno dimostrato - commenta il provveditore Zincone -  L'intento comune è quello di finire le opere, di evitare il fallimento del consorzio e, su preciso invito del ministro a provveditorato e commissari, di procedere insieme su questi obiettivi in una leale collaborazione. Le soluzioni comunque, non semplici ma possibili, devono partire dalla disponibilità dei 538 milioni di euro che, si ricorda, non sono nuovi stanziamenti bensì interessi maturati su mutui».

Queste ultime risorse sbloccate dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe), i 538 milioni, non sarebbero a disposizione per coprire i debiti del Consorzio Venezia Nuova (Cvn) e per questo le imprese hanno dichiarato di voler interrompere i test di innalzamento delle barriere, mettendo in discussione la data del 31 dicembre 2021 come termine ultimo di consegna dei lavori e la stessa funzionalità delle dighe in vista del prossimo autunno. Una crisi che mette di nuovo a rischio la protezione della città, dopo oltre 6 miliardi di denaro pubblico speso. «Il commissario Miani ha 60 giorni di tempo per presentare un programma di ristrutturazione e dovrà provvedere alla liquidità per per le ditte anche con un finanziamento garantito dallo Stato - commenta il prefetto Vittorio Zappalorto - . Per rimettere in moto i lavori oggi basta una percentuale del debito, una quarantina di milioni - continua Zappalorto - I soldi non mancano. Credo si riuscirà a garantire la funzionalità del Mose, provvisoria come fatto finora, e naturalmente il completamento dell'opera».

«Ringrazio sinceramente il ministro Brunetta - ha dichiarato Brugnaro - che ha voluto essere presente nella sua Venezia per dimostrare tutto il sostegno e la vicinanza alla città. Sono certo che questa mattinata di lavoro ha consentito al ministro di toccare con mano tutti quei temi che hanno bisogno di un attento interlocutore con il governo centrale per trovare una rapida soluzione». Dopo un colloquio di confronto tra il ministro, il sindaco e l'assessore al Bilancio del Comune di Venezia, Michele Zuin, durante il quale si è affrontata l'importante questione relativa al rifinanziamento da parte del governo della Legge speciale per Venezia, Brugnaro ha evidenziato la necessità di avviare una puntuale semplificazione normativa per agevolare il lavoro dei Comuni. Altro tema che ha visto un’intesa riguarda la funzionalità della costituita Autorità per la Laguna che, per rispondere alle reali istanze della Città, deve trovare il pieno coinvolgimento delle autorità locali. Tra gli altri argomenti affrontati, si è parlato di processo di transizione ecologica per una città sempre più "green", di progetti futuri su Porto Marghera, dell'importanza di procedere con le bonifiche e di grandi navi.

«Serve una visione di lungo periodo e coniugare la salvaguardia con la valorizzazione economica - ha commentato l'ingegner Giovanni Cecconi, a capo della control room del Mose, intervenuto dal Laboratorio Wigwam per la Resilienza di Punta San Giuliano a Mestre -. Alcune decisioni possono essere prese subito - ha continuato - come quella di trasferire e mettere immediatamente a disposizione del Mose tutte le maestranze di Thetis, Comar e Cvn (Consorzio Venezia Nuova) e le imprese che ruotano attorno a Cvn: 1.500 professionisti. Un’infrastruttura che ha dimostrato la sua funzione fondamentale per salvaguardare Venezia sta rischiando l’inoperabilità e il collasso finanziario, nonostante abbia dimostrato tutta la sua efficacia nel bloccare le acque in oltre 20 occasioni nell’anno appena trascorso. Si è appreso come il provveditorato abbia da oltre un anno proposto al ministero dei Lavori Pubblici e ai commissari la bozza di VII Atto aggiuntivo alla convenzione con il concessionario, che non ha avuto seguito - presegue Cecconi - Questo strumento è stato riproposto nella riunione di venerdì 14 maggio al commissario liquidatore e ci si augura venga sottoscritto». Il documento si riferisce: «allo scorporo dei lavori di salvaguardia lagunare da quelli del completamento del Mose, per una gestione diretta delle ditte da parte del provveditorato; all’incarico diretto al concessionario per i lavori Mose, ma con pagamento contestuale alle ditte esecutrici del lavoro, con importi maggiorati che consentano la progressiva estinzione dei debiti pregressi».

Incontro con prefetto per il Mose-2-2


 

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