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Martedì, 9 Agosto 2022
Cronaca

Chiarot attacca: "Alla Fenice serve la collaborazione di tutta la città"

Il sovrintendente, a margine della presentazione del festival "lo Spirito della Musica", si è sfogato contro la mentalità chiusa di certe realtà veneziane

"L'organizzazione di un festival - ha spiegato il sovrintendente della Fenice, Cristiano Chiarot, a margine della presentazione del festival “Spirito della Musica” - nasce dall'esigenza, espressa dal nostro consiglio d'amministrazione, di arricchire, in un periodo particolare come quello a cavallo tra giugno e luglio, l'offerta culturale, affiancando con una serie di spettacoli dal vivo la proposta che altre istituzioni autorevoli fanno in città. E la nostra volontà è stata quella di collaborare con tutte le istituzioni cittadine, in una città in cui si dice che manca la collaborazione. Per di più, in un momento di crisi, siamo riusciti, grazie agli sponsor, a organizzare il festival senza intaccare i bisogni economici del teatro, che deve poter continuare la sua produzione senza risentire di altre iniziative".

IL FESTIVAL: TUTTO IL PROGRAMMA DI "SPIRITO DELLA MUSICA"

LE POLEMICHE – Chiarot ha anche approfittato della presentazione per togliersi qualche “sassolino” dalle scarpe: "Ho la sensazione che - ha dichiarato - al di là di singoli esempi che stanno vicini a queste iniziative, in città non sia diffusa la giusta attenzione in quegli organismi che ne traggono beneficio e dovrebbero fregiarsene. Quelli che, altrove, vengono definiti amanti dell'opera, qui vengono etichettati, quasi con connotazione negativa, come turisti, come se fosse negativo proporre al turista qualcosa di alto valore o uno spettacolo di qualità alla sera, dopo aver visitato magari durante il giorno una mostra o la Biennale. Non chiediamo loro soldi, o non solo, ma soprattutto attenzione per la comunicazione a beneficio di iniziative importanti per la città, perché il beneficio economico che portano simili iniziative è decisamente superiore a quanto chiedono alla città stessa. Non vorrei insomma che questa città fosse la città delle polemiche, ma chiedo a tutti, in un momento di crisi, di dare quel che possono".

MOMENTO DIFFICILE - Tema, quello della collaborazione, che ben si ricollega con la seconda questione sollevata da sovrintendente. "Perché - ha premesso - con la crisi un teatro pensa a un festival? Perché il futuro, pur non essendo nero, è comunque difficile, visto che non abbiamo superato tutti i nostri problemi. A inizio anno, il ministero ci ha comunicato un nuovo pesante taglio e ricordiamo che dobbiamo ancora chiudere l'indebitamento, senza avere grandi settori di ripresa economica. Ci rimbocchiamo quindi le maniche, anche se, al box office, stiamo raggiungendo, con l'offerta di quest'anno, l'obiettivo previsto del più venti per cento rispetto agli anni scorsi". "Dunque - ha concluso Chiarot - la nostra proposta deve essere adeguata, ma i contributi statali restano essenziali per continuare questo percorso, almeno finché non ci sarà una legge per una reale defiscalizzazione, che ci consenta di avere i contributi dei privati, per sostituire, almeno in parte, quelli pubblici. Insomma: abbiamo ancora margini di criticità".

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