L'intonaco si stacca e cade in calle, altro crollo nei palazzi di Venezia

Questa volta l'episodio si è consumato a pochi passi da campo Santi Apostoli, dove circa un metro quadrato di calcinacci è precipitato a terra

Il patrimonio di Venezia cade a pezzi e, come se non bastasse, rischia anche di fare del male a qualcuno. Mercoledì sera, poco dopo le 20, come riporta il Gazzettino, un altro palazzo in centro storico ha registrato un piccolo crollo: un blocco di circa un metro quadrato di intonaco si è staccato dalla facciata di un edificio tra la salizada del Pistor e la calle dei Preti, danneggiando una tettoia in lamiera e precipitando poi sui masegni della pavimentazione. Si tratta del secondo episodio simile in meno di un mese, anche se il primo si era consumato in campo della Celestia, dove si trova l'Archivio storico.

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PERICOLO CROLLI – Fortunatamente nessuno si è fatto male, sul posto sono arrivati i vigili del fuoco del centro storico che hanno transennato la zona e fatto spostare alcuni tavolini del ristorante che affaccia sulla calle, anche perché sul muro dell'edificio incriminato si può ancora notare un altro grosso pezzo di intonaco pericolante, appeso per un capello al quarto piano e pronto a schiantarsi a sua volta a terra. Purtroppo il palazzo, a due passi da campo Santi Apostoli e Strada Nuova, è ormai quasi completamente deserto ed evidentemente i proprietari non si occupano della manutenzione da tempo. D'altronde, come ripetono spesso i professori dello Iuav, gli esperti della Soprintendenza e persino i pompieri che intervengono in questi casi, abituati anche loro a ripetere la solita filastrocca, Venezia è una città delicata, in cui bisogna operare con attenzione e rispetto e utilizzando i materiali giusti: la calce cementizia, pratica e rapida, non garantisce elasticità alle vecchie mura e si stacca a sezioni, a differenza degli intonaci in cociopesto o sabbia di Monfumo, che si sbriciolano progressivamente. I veneziani di una volta, insomma, sapevano il fatto loro, quelli di oggi rischiano una convocazione in Procura per rispondere del reato di omissione di manutenzione dato che, se case e palazzi diventano un pericolo per la salute pubblica, è il caso che intervengano le autorità.

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