Più cure domiciliari in Veneto: centomila saturimetri ai contagiati e l'ossigenoterapia

I provvedimenti regionali per l'assistenza a casa per trasferire fondi alle case di riposo

Saturimetro, archivio

«Abbiamo persone contagiate che si presentano ai pronto soccorso con sintomi lievi e che nella maggior parte dei casi non necessitano di ricovero». Il presidente Luca Zaia ha introdotto martedì, aggiornando la situazione Covid in Veneto, la strada del rafforzamento delle cure domiciliari intrapresa dalla regione, anche per riuscire a far fronte alla pressione che in questo momento grava sugli ospedali per il bisogno di posti letto, spiega. «Abbiamo realizzato la consegna dei saturimetri con l'accompagnamento dai sanitari. Ne sono stati acquistati 100 mila», vengono consegnati attraverso i medici di base, come una sorta di telemedicina, già in parte lanciata durante il lockdown della scorsa primavera.

L'ossigeno

L'ossigenoterapia per quanto praticabile, è fattibile anche a domicilio. È stata infatti approvata la delibera, ha spiegato l'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin, «il Veneto ha un sistema organizzato con i distretti. I capi distretto, i medici di medicina generale e le Usca, unità sanitarie di continuità assistenziale, (51 con 320 medici), oggi assistono 9500 pazienti a casa con un aumento a novembre. Viene preso in carico il paziente sintomatico fornendo saturimetri e scheda riepilogativa dei parametri per il medico, con la possibilità dell'ossigenoterapia, prescritta dal pneumologo specialista. Ma le Usca possono ora prevederla per 60 giorni». I pazienti assistiti a domicilio possono ricevere l'ossigeno previa consultazione degli specialisti del distretto. Il nuovo protocollo è stato approvato dalla giunta.

Saturimetri

«È una scelta significativa e impegnativa – ha detto Zaia – con la quale puntiamo a migliorare l’assistenza a casa, dando anche un po’ di tranquillità psicologica in più alle tante persone che stanno vivendo la positività o la malattia con sintomi tra le mura domestiche». Oggi gli isolati sono in tutto il Veneto 16.034, con un aumento di 923 unità rispetto a lunedì: «tanti cittadini che, con questo rafforzamento, potranno stare più tranquilli e ottenere a casa non solo un semplice strumento per misurare l’ossigenazione del sangue e comunicarla al proprio medico, ma anche la terapia con la mascherina dell’ossigeno». Azienda Zero ha avviato le procedure di acquisto per centomila saturimetri, che verranno man a mano distribuiti alle persone a casa. La disponibilità di bombole d’ossigeno è garantita e, mano a mano che se ne ravviserà la necessità. «Investiremo anche nella formazione degli infermieri attualmente impiegati nell’assistenza domiciliare integrata», conclude l'assessore.

Zero Covid Veneto

Lanzarin ha anche espresso soddisfazione per l’approvazione, in Commissione Sanità del Consiglio regionale, della legge, che andrà in aula mercoledì e che permetterà di superare le pastoie burocratiche legate alla privacy per l'avvio all’App della Regione “Zero Covid Veneto”, grazie alla quale le persone in isolamento domiciliare, con o senza sintomi, potranno  comunicare la loro situazione ai sanitari, segnalare miglioramenti o peggioramenti, chiedere l’intervento diretto a domicilio, aiutando il lavoro dei contact tracer che sono alle prese con migliaia di positivi da tracciare. 

Fondi per le case di riposo

C'è una delibera per 12 milioni e 800 mila euro come contributo per tutte le case di riposo in base al numero di posti letto accreditati e convenzionati, con attenzione a quelle maggiormente colpite dalla pandemia, dal primo marzo al 31 ottobre. Il provvedimento è stato varato per sostenere un settore del nostro sistema sociosanitario che si trova in prima linea in questa emergenza. Consente, infatti, l’assegnazione di una serie di nuovi   contributi che vanno a ristorare, per quanto parzialmente, i maggiori costi che gli istituti si sono trovati a sostenere nella gestione emergenziale. «Un riconoscimento   del   valore   dei   centri   per   anziani   non   autosufficienti - dice Lanzarin -   Gli  istituti ammessi a questa misura straordinaria, infatti, si confermano presidi fondamentali. Stiamo   parlando   di   330   strutture   all’interno   delle   quali   in questa fase sono assistiti quotidianamente circa 32.000 ospiti. L’indotto dell’offerta sociosanitaria residenziale, in questa fase, è rappresentato da 31.000 operatori soltanto tra personale interno alle strutture».

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