Cure palliative e terapia antalgica: il Comune di Cavallino-Treporti avrà il suo ambulatorio

Dal 6 marzo al distretto sociosanitario di Ca’ Savio il servizio con accesso settimanale il martedì, dalle 15 alle 17 con prenotazione al Cup, tramite sportello, online o con smartphone

Lo Stato italiano sancisce il diritto di accesso alle cure palliative, cioè, si legge nel testo della legge 38 del 2010, "l’insieme degli interventi terapeutici, diagnostici e assistenziali, rivolti sia alla persona malata sia al suo nucleo familiare, finalizzati alla cura dei pazienti la cui malattia di base, caratterizzata da un’inarrestabile evoluzione e da una prognosi infausta, non risponde più a trattamenti specifici”.

Dal 6 marzo anche il Comune di Cavallino Treporti avrà un ambulatorio dedicato ai pazienti affetti da malattie irreversibili, al distretto sociosanitario di Ca’ Savio, con accesso settimanale il martedì, dalle 15 alle 17, con prenotazione al Cup, tramite sportello, online o con smartphone.

I malati oncologici

"Come già nell’intento dell’analogo servizio attivato nel 2015 all’ospedale di Jesolo – spiega il direttore generale dell’Ulss4, Carlo Bramezza – si vuole offrire ai malati oncologici di Cavallino Treporti la possibilità di eseguire terapie più vicino a casa. Controllare il dolore in persone gravemente malate e aiutare le rispettive famiglie in un momento critico dell’esistenza, significa dare un senso alla loro vita, rendendola più costruttiva e serena".

Il servizio di cure palliative e terapia antalgica sarà gestito dal dottor Luciano Lamarca, responsabile dell'unità operativa all’Ulss4. "In questa nuova offerta di cura verranno seguiti pazienti oncologici nella fase iniziale e centrale della malattia – osserva Lamarca- . Più nel dettaglio si provvederà a gestirne i sintomi: dal trattamento del dolore alla nausea, dal decadimento organico all’aiuto nell’affrontare in modo adeguato la chemioterapia. Sono attività volte a migliorare in generale la qualità di vita dei malati già seguiti in oncologia e che, essendo praticate non lontano dal domicilio, sono anche una soluzione ideale nell’agevolare la mobilità del malato e della rispettiva famiglia".

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