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Venpa, completata l'opera muraria #rentalchic: torna a Dolo il writer Alessandro Ferri

Ad un anno dalla realizzazione del maxi murale nell'azienda di noleggio mezzi da cantiere in via dell'Industria, l'artista emiliano in arte Dado è pronto a ravvivare il capannone adiacente

Ad un anno dalla realizzazione del maxi murale #rentalchic per mano del writer bolognese Alessandro Dado Ferri, nella sede legale di Venpa, azienda di noleggio mezzi da cantiere in via dell’Industria a Dolo e? arrivata l’ora di ravvivare anche la veste grigia del capannone adiacente. L’armonico volteggio di nastri rossi che nell’aprile 2016 ha trasformato il muro di cemento sul cui apice svetta l’insegna dell’impresa, non e? un lavoro compiuto.

Dado torna infatti per completare il suo masterpiece dipingendo ora la parete del civico 3 di Venpa, sempre utilizzando la tecnica dell’aerosol art di cui e? maestro: disegnera? linee e forme questa volta nelle sfumature del blu e dell’azzurro, in sintonia con i colori istituzionali del logo del gruppo.

L’inizio lavori e? previsto per giovedi?, condizioni meteo permettendo. L’opera dovrebbe essere ultimata in una decina di giorni. Sara? visibile transitando sul tratto autostradale Dolo-Padova in A57. #rentalchic occupera? un posto d’onore nella classifica dei murales in Italia per dimensioni.

VENPA Civico 3 - Vista dal piazzale low-2

La personalizzazione del civico 3 fa da apripista al Festival di Urban Art IDoLove promosso dal Comune di Dolo. Il culmine del Festival si raggiungera? dal 26 al 28 maggio, una tre giorni dedicata alla street art, allo street food e agli spettacoli dal vivo. Questo evento, alla sua seconda edizione, vedra? la partecipazione di 8 writer di fama internazionale che realizzeranno alcuni murales nel centro di Dolo, su pareti disseminate in Via Guolo, Via Dauli, largo Pinelli, Via degli Orti e via IV Novembre, a partire dal 22 maggio.

La parete Venpa aerografata da Dado Ferri e le opere murarie realizzate all’interno del Festival IDoLove rientrano nel progetto di riqualifica urbana di Venpa denominato #fullcolor - I love my site. Forte dell’esperienza #rentalchic, Venpa - da tempo sensibile alle forme d’arte che nascono e si esprimono sulla strada, forme di espressione ricche di analogie con il proprio campo d’azione - ha infatti ideato un progetto di arredo urbano che dal 2016 dà a pubblici e privati la possibilita? di avvalersi delle piattaforme e dei servizi di Venpa e della consulenza artistica di 'Dado & Associati'.

Scrive Alessandro Dado Ferri: “#Fullcolor e? un’idea, un invito ad abbracciare la disciplina del writing come forma di decoro urbano, di abbellimento del territorio. Sta nella natura del writing e del writer manifestarsi in spazi pubblici. La sua espressione - gli interventi artistici su muri e superfici del tessuto urbano - contribuisce a migliorare la percezione dell’ambiente in cui si vive, esaltando l’impatto avverso con i contesti in degrado o semplicemente privi di uno studio estetico a monte che li valorizzi, restituendo cosi? alla comunita? degli spazi che stimolino l’integrazione".

Alessandro Ferri in arte Dado e? uno dei piu? importanti writer italiani, nasce a Bologna nel 1975. Inizia a disegnare in seconda media, recuperando i font dalle copertine dei dischi che trova a casa. Il primo “muro” che lo incuriosisce lo vede ai Giardini Margherita. Alessandro in realta? non e? ancora Dado, e? solo un appassionato di disegno che va alle medie, ma e? come colto da un’epifania. Non smettera? piu? di fare ricerca sul lettering, di dare quella forma labirintica e geometrica alla lettere che e? diventata la sua cifra stilistica. Oggi ha sulle spalle vent’anni di writing sui muri di mezzo mondo. “Il writing e? un modo per esprimere se stessi attraverso il proprio nome e la propria calligrafia, in un gioco di forme paragonabile alla danza e alla musica, unendo intenzioni e stili diversi.”

Dado-3

E pur non essendo New York, dove la disciplina e? nata, “Bologna ha avuto la sua scena, perche? questo tipo di arte e? un’invenzione che scatena la natura umana, come se ognuno suonasse la propria musica partendo dagli stessi strumenti”. Ognuno con la propria ricerca e il proprio percorso. Quello di Dado e? partito dalle panchine di un parco, negli anni e? transitato sui muri di Parigi, Amsterdam e New York, per tornare nuovamente a Bologna sulle pareti che i privati e il Comune gli hanno messo a disposizione, per tutelare quell’urgenza di esprimersi attraverso il segno che non lo ha mai abbandonato.

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