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Dalla "battaglia romana" spuntano 65 milioni per la Legge Speciale

Un emendamento alla Legge di Stabilità rifinanzia le casse lagunari nei prossimi 6 anni. Basterà? I Comuni colpiti dal tornado nel fondo calamità

Se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto lo si vedrà con il passare del tempo. Intanto, però, qualcosa Venezia porta a casa, e questo naturalmente non può che essere considerato un risultato. Sono stati giorni di grande preoccupazione in laguna in vista dell'approvazione della Legge di Stabilità, il cui esame alla Camera inizierà venerdì pomeriggio. La "battaglia" in queste ore si è giocata tutta sugli emendamenti da approvare in Commissione Bilancio di Montecitorio, visto che il provvedimento è stato "blindato" dal governo con il voto di fiducia. Insomma, ultime ore per essere della partita, in un periodo in cui la situazione delle casse lagunare è piuttosto difficile. Sullo sfondo l'auspicio del sindaco Luigi Brugnaro di un gioco di squadra "bipartisan" tra parlamentari veneziani in grado di aiutare il capoluogo lagunare.

L'attenzione è stata soprattutto concentrata sul rifinanziamento della Legge Speciale, più volte richiesto dalle amministrazioni che si sono succedute a Ca' Farsetti. Risorse effettivamente arriveranno, anche se diluite nel tempo: "Il rifinanziamento sarà di 65 milioni di euro totali, distribuiti in più annualità a partire dal 2016 fino al 2022 - dichiara il sottosegretario all'Economia, Pier Paolo Baretta, veneziano e del Pd - Questo stanziamento rappresenta un importante segnale per la nostra città e per il territorio lagunare". Se sarà sufficiente lo si vedrà.

Il sindaco Luigi Brugnaro, e i suoi predecessori prima di lui, hanno sempre sottolineato come i costi di gestione (e soprattutto di manutenzione) di Venezia sono fuori dall'ordinario. Una "specificità" lagunare che non sempre è stata compresa e quindi riconosciuta dall'Esecutivo e dal Parlamento. Le previsioni della vigilia parlavano di un possibile finanziamento da 20 milioni di euro annui. Calcolatrice  alla mano, invece, i soldi saranno spalmati in un lasso di tempo più esteso, arrivando a una media di poco più di 10 milioni l'anno. "Sono tutte somme destinate a investimenti e quindi utili per migliorare il territorio - continua Baratta - Abbiamo anche ripristinato gli stanziamenti per l’ufficio dell’Unesco di Venezia, che erano stati tagliati". 

Ma c'era un altro capitolo di cui si è fatto un gran parlare in questi mesi finito inevitabilmente sotto i riflettori: gli aiuti per la ricostruzione del post tornado in Riviera del Brenta. Soldi "statali" per ora non se ne sono visti, tanto che sabato scorso a Dolo è andata in scena una marcia per alzare la voce, spiegando di "essere stati abbandonati". "Per i Comuni colpiti dal recente tornado - conclude il sottosegretario Baretta - c’è l’impegno del Parlamento ad inserirli nel fondo generale per le calamità costituito nella legge di stabilità e che prevede anche il rimborso ai privati".

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