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Anche l'agricoltura devastata dal maltempo, danni ingenti a strutture e coltivazioni

Conta dei danni di Cia Venezia. Allevamenti con bovini a cielo aperto, mais e vigneti spezzati dal vento. Quaggio: «L’ultimo episodio di una serie che ha messo in ginocchio il comparto»

Si contano i danni della tromba d'aria e del temporale che hanno flagellato il litorale del Veneto Orientale nel pomeriggio di giovedì. La Cia Venezia ha effettuato un primo bilancio e informato Avepa (l’Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura) affinché siano attivate le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità nelle zone agricole colpite. «Già ieri sera – spiega il presidente Paolo Quaggio – la situazione appariva drammatica. Ad un sopralluogo più puntuale effettuato venerdì mattina, abbiamo avuto purtroppo conferma dei grandi danni patiti dalle attività agricole. A Cavallino Treporti, soprattutto nella zona tra il canale Pordelio e via Fausta, sono state scoperchiate  buona parte delle serre, in piena produzione, con danni alle coperture. Forti danni anche per le strutture (ricoveri attrezzi, stalle e magazzini , luoghi di lavorazione e raccolta cereali) e per i prodotti articoli».

Più a nord, in particolare a San Michele al Tagliamento, Caorle, Concordia Sagittaria, San Stino, si segnalano problemi per le aziende zootecniche: alcuni allevamenti si trovano con i capi bovini a cielo aperto. Anche qui ci sono molti  casi di magazzini di stoccaggio scoperchiati, danni a macchinari, alberi abbattuti che hanno colpito le strutture. Per quanto riguarda le produzioni, il mais, nei comuni appena citati, ma anche in parte del territorio di Eraclea e Torre di Mosto, ha subito danni, letteralmente spezzato o allettato, e alcuni danni vengono segnalati su vigneti piegati dal forte vento tra Annone e San Stino di Livenza.

«Una delle preoccupazioni maggiori – aggiunge Quaggio - è rappresentata dalla difficoltà di riparare prontamente i danni alle strutture, visto il periodo ferragostano. Molti nostri associati ci hanno segnalato la complessità nel recuperare materiali e trovare ditte disponibili». Più in generale, il presidente di Cia Venezia ricorda che l’episodio del 10 agosto è solo l’ultimo di una lunga serie che ha messo in ginocchio l’agricoltura. «L'evento - spiega - si somma alla tromba d'aria che aveva colpito alcune aree lo scorso 6 giugno, ad un'estate siccitosa che ha compromesso le colture non irrigate, e ai danni causati dal gelo primaverile».

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