Maltempo, allagamenti e spiagge distrutte lungo la costa veneziana

Non solo Venezia. Le piogge e il forte vento di martedì sera hanno causato danni anche a Chioggia, Jesolo e altre città del litorale

Piazza Mazzini invasa dall'acqua

Il maltempo di martedì sera ha colpito con forza tutta la costa veneta, facendo danni e causando disagi. A Venezia la marea è arrivata a 187 centimetri, ma anche altre città del litorale sono state inondate. A partire da Chioggia, anch'essa flagellata dall'acqua alta arrivata fino a quota 170 centimetri. Il centro storico è stato allagato e l'acqua ha invaso i piani terra di negozi, abitazioni, edifici. Decine le chiamate ai vigili del fuoco per danni da allagamento e per alberi caduti. Le scuole del centro storico mercoledì sono chiuse. UnionMare Veneto intende chiedere lo stato di calamità naturale. Per il presidente Alessandro Berton, «le condizioni sono ancora critiche in tutte le località balneari, anche perché è previsto un ulteriore picco; c’è solo da sperare che il vento non sostenga ulteriormente l’azione del mare. Tutte le delegazioni riportano danni ingenti strutturali agli stabilimenti balneari e alle strutture in genere, oltre ad una diffusa devastazione. La pineta di Jesolo, Caorle, Eraclea, Bibione, Chioggia: tutte le località della costa veneta sono state colpite in maniera pesantissima». E ha concluso: «Deve essere compresa l'esigenza di avere risorse strutturali per la difesa della costa».

Jesolo e Caorle

Il mare, spinto dal vento fortissimo, è arrivato nelle strade di Jesolo, allagando le vie e le piazze del lido e distruggendo le strutture più fragili sulla spiaggia. «Sono stati rilevati alcuni danni ad abitazioni a Cortellazzo - ha comunicato il sindaco Valerio Zoggia - alcuni pini caduti in zona piazza Brescia e l’acqua del mare che in più punti, entrando dagli accessi al mare, ha raggiunto le vie del lido. Domani si potranno valutare gli eventuali danni all’arenile sopratutto in zona pineta». I pompieri sono intervenuti anche per dei princìpi di incendio. Mercoledì in mattinata è previsto un sopralluogo. In alcune zone di Jesolo il mare è letteralmente arrivato in via Bafile, spinto dal vento. Anche a Caorle si sono verificati allagamenti e sono in corso le operazioni di messa in sicurezza delle zone colpite. Il sindaco Luciano Striuli mercoledì mattina ha comunicato che «l'emergenza è parzialmente rientrata e le scuole sono aperte». La protezione civile sta lavorando per ripulire le aree interessate dagli allagamenti.

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«La città ha vissuto ore difficili e di forte apprensione per una situazione che mai era stata sperimentata negli ultimi decenni, - ha spiegato il sindaco di Jesolo Valerio Zoggia - Jesolo ha risposto immediatamente alle criticità, mobilitando tutte le forze disponibili per garantire la sicurezza dei cittadini e dare aiuto a chi si è trovato nel bisogno. A tutte queste persone va il ringraziamento per l’impegno dimostrato. Siamo operativi e restiamo in prima linea senza abbassare la guardia in attesa di capire l’evoluzione meteorologica per i prossimi giorni ed essere al fianco dei cittadini». Il presidente di Federconsorzi, Renato Cattai (lui stesso rimasto vittima della mareggiata, con lo scantinato dell'hotel finito sott’acqua), ha spiegato: «La Pineta è devastata e alcuni stabilimenti sono letteralmente spariti. Si sono salvate quelle zone dov’erano state predisposte le dune. Ora attendiamo che passi il momento critico e poi quantificheremo le conseguenze del disastro». Così come farà l’Associazione Jesolana Albergatori per quanto riguarda i danni alle strutture ricettive. Il presidente Alberto Maschio ha effettuato un sopralluogo con il vice governatore del Veneto, Gianluca Forcolin: «Ci sono strutture frontemare che hanno subìto allagamenti, in certi casi anche con danni importanti - ha riferito -. Siamo preoccupati anche per l'arenile: questi non sono più fenomeni eccezionali, è il momento che le istituzioni si impegnino alla salvaguardia del territorio».

Pellestrina

A Pellestrina l'ondata è stata particolarmente violenta. Le pompe non hanno retto e decine di abitazioni sono andate sott'acqua. Due persone sono morte. Il primo è un anziano di 78 anni il quale, stando alle prime informazioni, sarebbe stato fulminato da un corto circuito elettrico innescato dalla marea che gli era entrata in casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno ricostruendo l'accaduto. Il secondo sarebbe un altro uomo, trovato morto nella sua abitazione stroncato con ogni probabilità da un malore.

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