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La Riviera risponde a muso duro al tornado: c'è l'orgoglio di ripartire

Scene di devastazione giovedì tra Cazzago, Dolo e Mira. La gente però rialza la testa. Sopralluogo di Zaia. Danni anche a Marcon e Jesolo

Al di là della retorica e delle parole. Da mercoledì la Riviera del Brenta avrà una cicatrice in più con cui convivere. Non potrà mai essere cancellata, perché dopo quella maledetta tromba d'aria sembrava di trovarsi negli attimi successivi a un bombardamento. Non solo a Cazzago di Pianiga, dove alle 11.30 il presidente del Veneto Luca Zaia si è presentato per un sopralluogo in piazza IV Novembre, ma anche in via Tito a Dolo, a Sambruson, a Porto Menai, in via Fratelli Bandiera sempre in Riviera, in località Cesare Musatti. Devastazione ovunque. In ogni angolo. Il governatore parla di evento catastrofico: "Il danno è paragonabile a quello di un terremoto, ci sono tutti gli elementi per chiedere lo stato di calamità. È ancora presto per fare una stima dei danni, ma chiederemo al Governo i solid di cui avremo bisogno".

LE LACRIME E I RAGAZZINI CHE SI DANNO DA FARE: "ANGELI DELLE MACERIE"

Una giunta regionale straordinaria è in programma alle 14.30. "Il premier Renzi si è detto disponibile per i rimborsi - aggiunge Zaia - oggi pomeriggio faremo la delibera per un primo stanziamento di fondi a livello regionale". Poi, passando tra i le tante persone che si stanno dando da fare per rimuovere detriti dalle strade, tra cui molti ragazzi delle scuole superiori: "I nostri ragazzi sono angeli delle macerie. Ci sono decine decine e decine di milioni di euro di danni, case da ricostruire, auto non ne parliamo. Sono entrato nelle case delle persone, dentro i loro salotti, dove si respira il senso della tragedia. Ma vedo anche tanta dignità, voglia di rialzarsi e fiducia nelle istituzioni. Ricostruiremo tutto, il mio primo mandato è ricordato per l'alluvione del 2010. Come in quel caso, in 9 mesi cercheremo di riportare tutto com'era prima, e anche meglio". Il sindaco di Pianiga, Massimo Calzavara: "Il presidente sta dimostrando tutto il suo impegno. Qui sembrava ci fossero danni per 15 milioni, ma è una cifra che lievita man mano che ci rendiamo conto di quanto accaduto: saranno almeno il doppio. Oltre 250 le case danneggiate, un centinaio le auto distrutte. Gli chiediamo un aiuto non solo economico, ma anche politico".

I DETTAGLI DI UNA GIORNATA TERRIBILE - FOTO VIDEO

LA DEVASTAZIONE IN VIA TITO, CASE DISTRUTTE - VIDEO

NELL'OCCHIO DEL CICLONE, LA POTENZA INCREDIBILE DELLA TROMBA D'ARIA - VIDEO

IL DAY AFTER - Solo nel Comune di Pianiga sono tra le 200 e le 250 le case danneggiate, cui devono aggiungersi anche le ripercussioni nel territorio di Dolo. La conta dei danni continua in maniera inesorabile e dopo poche ore aveva già raggiunto i quindici milioni di euro, sempre solo a Pianiga, dove porta i segni della violenza del tornado anche il campo sportivo del paese. Intanto i vigili del fuoco alle 11 avevano ancora 220 interventi in coda, ma continuamente arrivavano residenti al posto di comando avanzato di piazza IV Novembre chiedendo aiuto per alberi o danni. Priorità alle attività produttive: le squadre si muovono strada per strada. Praticamente a raggiera, per operare in maniera ordinata e coordinata. Intanto il 118 ha aggiornato i dati sui feriti: oltre al tragico decesso, sono stati in totale 72 i feriti, dei quali due codici rossi,  e 19 tra codici gialli e verdi. Altre 53 persone si sono presentate direttamente al pronto soccorso per farsi medicare. Rimangono ricoverati un paziente con trauma toracico all’ospedale di Mestre, uno con trauma toracico in terapia intensiva a Padova, uno in ortopedia e due in osservazione breve al pronto soccorso a Dolo, uno in osservazione breve a Mirano. Gli albergatori hanno offerto la loro ospitalità: per esempio la signora Gabriella Campan, dell'hotel "Inn" per esempio ha ospitato sei famiglie nella notte tra mercoledì e giovedì, offrendo otto stanze. Tra gli ospitati quattro bambini e due anziani. Giovedì mattina ha spiegato ai pompieri di metterne ancora a disposizione quattro per la notte seguente.

LA RIVIERA SI RIALZA - Le parole e i discorsi in un minuto sono volate via con il tornado, dopodiché c'era spazio solo per i fatti. E con i fatti la popolazione della Riviera del Brenta ha dimostrato un orgoglio e una voglia di rialzarsi che raramente si sono visti. Si riparte da questo, che è pur sempre poca cosa per chi ha perso la casa, per chi ha avuto il proprio negozio distrutto dalla furia del ciclone. Si riparte dal duro lavoro della protezione civile, dei vigili del fuoco, degli elicotteri del 118 che hanno perlustrato incessantemente per ore il territorio. Si riparte da squadre di soccorritori straordinarie, che hanno lavorato per tutta la nottata. Che alle 7 avevano ancora 250 interventi da smaltire, e non di poco conto. Una gru è finita a terra in località Cesare Musatti causando pesanti danni. Il bestione era ancora lì, perché poche ore prima c'erano le persone da salvare. A pochi metri. Sotto le macerie delle abitazioni rase al suolo di via Tito.

L'ARRIVO DELLA TROMBA D'ARIA - VIDEO

I DANNI DALL'ELICOTTERO DEI VIGILI DEL FUOCO - VIDEO

Ma la gente sta rialzando la testa. Già all'alba (ma per la verità non erano mai cessati) si udivano i ripetuti colpi di martello di chi si è già rimboccato le maniche per rimettere in sesto ciò che in un minuto una tempesta estiva gli ha portato via. Non necessariamente danni enormi: cancelli sradicati, alberi a terra. Finestre, porte, gazebi. Poca cosa rispetto a ciò che è successo poco più in là. Ma questo ticchettìo ritmato dal martello è il simbolo di un intero paese (anzi sono quattro) che rema in un'unica direzione. Che il frastuono terribile del ciclone lo vuole cancellare con i fatti. Dopodiché arriveranno gli aiuti, arriverà lo stato di calamità naturale. Arriveranno i soldi da Roma (si spera). Purtroppo ci saranno anche i funerali del 63enne morto perché fatto volare a bordo della propria auto in via Sambruson a Porto Menai. Il pensiero di tanta, tantissima gente è andato a lui prima di coricarsi. Perché mai come mercoledì è stata solo fortuna se il ciclone ha deciso di prendere quella traiettoria e non un'altra. Anche nel suo ricordo la macchina dei soccorsi continua a lavorare a pieno regime.

LA DEVASTAZIONE IN RIVIERA - VIDEO

Sono fatti. Così come è un fatto che chi non ha più la possibilità di dormire nel proprio letto ha potuto contare sulla solidarietà non solo dei parenti (e spesso neanche quella è scontata), ma anche di vicini e concittadini. Tant'è vero che i punti di raccolta allestiti sono rimasti pressoché deserti tra Cazzago di Pianiga e Dolo, ad eccezione di cinque cittadini di nazionalità cinese che si sono presentati a Sambruson. Gli ospedali sono pieni e i carabinieri hanno pattugliato le strade per tutta la notte. C'è chi ha dormito nel proprio negozio per evitare sciacallaggi. Tutti, al di là del proprio ruolo e dei propri doveri, hanno dato l'anima. Dimostrando che se c'è un territorio che non potrà mai essere messo ko, magari non di "gran siori" come si diceva un tempo dei veneziani ma di gente abituata a lavorare la terra o comunque a vivere in provincia, è proprio quello della Riviera del Brenta. 

PONTE DELLA LIBERTA' ALLAGATO, "STRADE LAGO" A MESTRE - VIDEO

TROMBA D'ARIA ANCHE A JESOLO, GRANDINE A MARCON - Mercoledì sera il maltempo non ha smesso comunque di stringere nella propria morsa il Veneziano. Sulla costa, soprattutto a Jesolo, si segnalano diversi danni per il vento impetuoso e per la grandine che ha sferzato la località balneare. Una cinquantina gli interventi che giovedì mattina dovevano essere ancora smaltiti dai vigili del fuoco. Tra auto danneggiate dalla caduta di rami e alberi, cartelli divelti e allagamenti. A Marcon invece il temporale si è portato via per lunghi tratti e a macchia di leoperato l'energia elettrica. Molte famiglie rimaste al buio. Ma come ci scrive un residente "questo è niente, siamo vicini alla gente della Riviera".

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