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VIlla FIni a pezzi dopo il tornado

VIlla FIni a pezzi dopo il tornado

Ville venete, un patrimonio a pezzi: quasi 20 milioni di euro di danni

Il tornado di una settimana fa ha lasciato segni profondi sul patrimonio artistico: 15 gli edifici vincolati alle prese con pesanti ripercussioni

Sono danni forse incalcolabili, che lasceranno un segno indelebile sulla Riviera come eravamo abituati ad ammirarla. Anche solo la perdita di villa Fini a Dolo, letteralmente fatta a pezzi dal tornado di una settimana fa, costituisce un duro colpo per il patrimonio artistico della Riviera del Brenta e di tutto il Veneto. Per questo motivo oltre ai privati, c'è un altro grande capitolo che è di drammatica importanza: sono i danni subiti dalle ville venete, i cui proprietari si sono incontrati nel primo pomeriggio di mercoledì, verso le 14.30, nella sede dell'Istituto Regionale Ville Venete (IRVV) a Mira, con l'assessore regionale al Territorio, alla Cultura e alla Sicurezza, Cristiano Corazzari, e con la presidentessa dell'Istituto Giuliana Fontanella.

Da una parte chi è pieno di punti interrogativi sul da farsi, dall'altra chi, secondo gli auspici dei proprietari, avrebbe dovuto fornirli: "Non è andata proprio così - dichiara Ennio Caggiano, proprietario di villa Bembo - è ancora tutto campato in aria. Con l'assurdo che abbiamo scoperto che per toccare anche solo un 'coppo' avremmo dovuto inviare una raccomandata all'Istituto regionale. Quindi siamo tutti passibili di multa". Naturalmente prevarrà il buon senso, visto che c'è chi doveva coprire in qualche modo i buchi sul tetto. Un'emergenza del genere nemmeno la burocrazia l'aveva prevista. Secondo un sopralluogo effettuato sabato scorso, sono venti le ville vincolate che hanno subito dei danni dopo il ciclone che si è abbattuto su Cazzago, Mira e Dolo. Di queste quindici hanno riportato dei danni considerati pesanti. Dieci milioni di euro solo per quanto riguarda gli edifici in sé, cui serve aggiungerne altri sette in fatto di giardini e botanica. In Riviera c'erano degli autentici gioielli da questo punto di vista, ora completamente sconquassati.

Non solo villa Fini, dunque, ma un patrimonio allargato che rischia di non essere più lo stesso. La riunione è stata convocata dall'assessore Corazzari proprio per capire in quale modo muoversi, visto che essendo edifici vincolati è più difficile metterci mano. Sarebbe stato messo a disposizione per ora dalla Regione in un fondo ad hoc mezzo milione di euro. Pochissimo rispetto a quanto è accaduto. Inevitabile quindi che le richieste più pressanti arrivino a Roma, anche al di fuori dei fondi della protezione civile. Interpellando anche il ministero della Cultura. Una quarantina i proprietari che sono accorsi per chiarirsi le idee, ma che invece sono usciti senza ancora risposte: "L'unica nota positiva è che a breve ci sarà un altro faccia a faccia - conclude Caggiano - ma ci aspettavamo già i moduli pronti. Invece tutto sembra ancora indietro".  

A far sentire la propria voce anche alcuni titolari di attività che trovavano spazio all'interno delle ville, o più precisamente nei compendi. Si tratta di una quindicina di commercianti che per ora (e chissà per quanto) si trovano con l'esercizio chiuso. Anche per loro è emergenza, anche per loro serve garantire un futuro.

“Dalla ricognizione che abbiamo effettuato con tempestività il giorno dopo la tromba d’aria – ha spiegato l’assessore – è emerso un quadro sconvolgente: alcuni immobili hanno subito danni sicuramente riparabili, ma altri sono stati totalmente devastati. Il nostro obiettivo è restituire questo enorme capitale culturale veneto all’umanità e contiamo che anche il Governo nazionale faccia la sua parte”. Da una prima provvisoria valutazione, le spese presunte per il ripristino ammontano a oltre 17 milioni di euro: circa una decina per le opere murarie, oltre 7 milioni per quelle accessorie. Le ville colpite sono 20, tutte nel Comune di Dolo. Tra queste Villa Fini, praticamente distrutta, Villa Bembo, Villa Gasparini, Villa Migliorini, Villa Badoer Fattoretto, Villa Titi e Villa Velluti. 

Corazzari ha comunicato che, in accordo con la presidente Fontanella, già dalla prossima settimana sarà attivo un punto informativo presso la sede dell’Istituto, per ricevere e organizzare le richieste di messa in sicurezza delle strutture, ma anche per indicare le procedure finalizzate al restauro delle ville e dei relativi parchi. L’assessore ha inoltre sottolineato che i settori dei beni culturali e dell’urbanistica della Regione stanno lavorando in sinergia, oltre che per rispondere  all’emergenza, anche per avviare un modello unitario di lavoro nelle successive fasi. “Siamo consapevoli che le risorse di bilancio sono esigue – ha concluso Corazzari – e che l’attività di ricostruzione sarà complessa, ma la Giunta Zaia considera questo intervento prioritario. A incoraggiarci nel difficile compito è la constatazione, una volta di più, della straordinaria reazione della popolazione veneta di fronte alle avversità. E’ grazie alla generosità, laboriosità e solidarietà della nostra gente se la ricostruzione appare tutt’altro che un miraggio”.
 

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