Troppi incidenti sulla A4 nella «tratta più pericolosa del Nordest». Appello alla Regione

La Fondazione Think Tank Nord Est chiede di adeguare la dotazione infrastrutturale del Veneto orientale, in considerazione del traffico pesante e dei flussi turistici

L'incidente con incendio del 21 ottobre

Mercoledì un tamponamento tra mezzi pesanti ha imposto la chiusura, per buona parte della giornata, del tratto dell’autostrada A4 tra Portogruaro e San Stino. È l'ultimo di una lunga serie: in quel punto, dove le corsie per senso di marcia sono soltanto due, gli incidenti avvengono con una certa frequenza. Se uno dei fattori di rischio è il fatto che due sole corsie non siano sufficienti in rapporto alla mole di traffico, il problema è destinato a durare ancora a lungo: nel cronoprogramma di realizzazione della terza corsia dell'A4, infatti, il segmento tra San Donà e Portogruaro verrà realizzato per ultimo (è «in esercizio» entro il 2020-21 e il completamento è previsto per il 2023).

Autostrada pericolosa

Secondo i dati raccolti dalla Fondazione Think Tank Nord Est, «l'autostrada Venezia-Trieste è quella con la maggiore incidentalità del Nordest: nonostante un graduale calo nel corso degli ultimi anni, nel 2019 in questa tratta si sono verificati 6,9 incidenti ogni 100 milioni di km percorsi (il dato include la A23 Palmanova-Udine, la A28 Portogruaro-Conegliano e la A34 Villesse-Gorizia)». In valore assoluto, invece, «nel 2019 si sono verificati 179 incidenti». Il presidente della Fondazione, Antonio Ferrarelli, fa presente che «il Veneto orientale continua a soffrire un deficit infrastrutturale importante, nonostante l’ingente traffico pesante di attraversamento, che si aggiunge alla presenza di alcune tra le principali località turistiche balneari d'Italia».

Appello alla Regione

«Purtroppo - continua - si tratta di un problema destinato ad aggravarsi, considerando che l’emergenza sanitaria in corso ha spostato sull’auto privata gran parte dei flussi turistici. Da tempo chiediamo che si intervenga per migliorare l’accessibilità, ma anche per aumentare la sicurezza, accelerando i lavori della terza corsia, realizzando un casello autostradale per Bibione e finanziando il progetto del secondo accesso. Ci auguriamo che la giunta regionale presti attenzione alle richieste, spesso inascoltate, provenienti dal Veneto orientale».

Spostandosi dal Veneto orientale, ecco invece qualche altro dato sulla classifica delle autostrade più pericolose del Nordest: al secondo posto troviamo la A31 Valdastico, con 6 incidenti ogni 100 milioni di km, seguita dalla A22 del Brennero nel tratto Verona-Modena con un valore di 5,7 e dalla Padova-Venezia (Passante incluso) con 5,1.

Weekend di lavori

La concessionaria Autovie ha comunicato i lavori previsti per il fine settimana. Dalle ore 22 di venerdì 23 alle 5 di sabato 24 verrà chiusa la rampa che da Udine (A23) porta a Trieste (A4) all’altezza del bivio di Palmanova. Pertanto chi percorrerà la A23 (Udine – Tarvisio) e si dirigerà a Trieste dovrà uscire a Udine Sud, immettersi sulla viabilità ordinaria seguendo le frecce gialle e rientrare in A4 al casello di Palmanova. Nessun problema invece per chi andrà a Venezia. 

Dalle 19 di sabato 24 verrà chiuso l’intero tratto tra il nodo di Portogruaro e il bivio di Palmanova in entrambe le direzioni di marcia. Alle 8 di domenica 25 verrà riaperto il tratto bivio di Palmanova - Latisana, mentre la chiusura del tratto Latisana – nodo di Portogruaro si protrarrà fino alle 15 dello stesso giorno.  

Il varo del cavalcavia Fratta-Teglio e la spinta della canna armata

La chiusura di 20 ore del tratto Latisana - nodo di Portogruaro (dalle 19 di sabato 24 alle 15 di domenica 25) è dovuta a due opere complesse e innovative che imprimeranno una accelerazione al primo sub lotto del secondo lotto. La prima riguarda il varo della campata centrale del cavalcavia Teglio – Fratta, del peso di 250 tonnellate e della lunghezza di 60 metri che non verrà sollevato dalle gru e agganciato all’altezza delle pile – come accaduto in tutte le altre circostanze -, ma verrà trasportato da due carrelloni, posizionato al centro della carreggiata, ruotato a 90 gradi e issato da due torri dal basso verso l’alto attraverso l’utilizzo di martinetti idraulici. La campata verrà appoggiata alle pile del ponte e nei giorni successivi verranno costruite le due campate a riva. Una tecnica inedita, studiata per garantire maggiore sicurezza nelle fasi del varo.

L’altra opera riguarderà la spinta dell’ultima canna armata del sub lotto (un manufatto in calcestruzzo che consente il collegamento dei fossi da nord a sud che raccolgono l’acqua dall’autostrada) a pochi metri di distanza dal fiume Lemene. La canna armata della lunghezza di 25 metri e alta 3 metri e 70 centimetri verrà posta a una profondità di sette metri al di sotto dell’autostrada. Verranno quindi utilizzati due potenti escavatori che effettueranno uno scavo complessivo di 700 metri cubi all’interno del quale verrà poi spinto il manufatto. Successivamente verrà ricostruito il sedime autostradale e il tratto verrà riaperto al traffico alle 15.

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