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Venezia finisce in fondo alla classifica in fatto di borseggi: "Inevitabile con tutti questi turisti"

Il questore Angelo Sanna commenta la classifica sulla qualità della vita pubblicata da ItaliaOggi domenica scorsa, in cui il capoluogo lagunare esce malconcio in fatto di microcriminalità. E' infatti 104esimo nei borseggi, in compagnia di grandi città come Torino, Roma, Milano. "Se questo è il dato io sono contento - dichiara Sanna - perché per cercare un dato negativo bisogna puntare l'attenzione su un reato preciso, ossia i borseggi. Ma il risultato è falsato dal numero di turisti che raggiunge la laguna. In centro storico a Roma sono il 30% rispetto agli abitanti, qui sono il 500%. Chiaro che Venezia sarà sempre penalizzata se la statistica la si raccoglie così. Il borseggio è il tipico reato che colpisce il turista, e naturalmente noi ci mettiamo tutte le risorse che servono. Però le proporzioni statistiche saltano".

 

Si sono susseguiti negli ultimi mesi arresti e denunce di bande di borseggiatrici di origini nomadi, spesso in stato interessante, che "lavorano" tra la stazione ferroviaria di Santa Lucia e Rialto. Nelle zone di maggiore afflusso turistico. Secondo il questore si tratta di ladruncole che non starebbero mettendo radici in laguna, ma che si muovo in base alla mole di turisti in una determinata zona. Partono dai campi nomadi nei dintorni di Roma o del Nord e raggiungono la laguna: "E' un fenomeno tipico - conclude - si muovono e arrivano qui in alta stagione. E' proprio la natura stesso di questo tipo di reato che le fa muovere. Non è una novità".
 

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